In un inverno di valori
Ogni bimbo che nasce è segno che Dio non si è stancato di questo mondo e continua a schiudere il suo cuore al sorriso e a preparare una nuova primavera nella storia. Stiamo vivendo tempi difficili, ma non più pesanti e gravi di quelli che ci sono stati nei momenti di grandi cambiamenti della storia e della società. E pare che il mondo sia oggi stanco e disfatto; stanco di prospettive che non vede e di un lavoro che viene sempre meno; disfatto per il violento drammatico tremare della terra; disfatto per il gioco di pochi spietati potenti che tengono in mano l’economia del mondo. Ma stanco e disfatto soprattutto per un abisso più grave: la crisi morale.
Stiamo vivendo un inverno di valori… Eppure l’inverno è il tempo che custodisce le grandi speranze, il tempo in cui nulla si vede sulla terra mentre il seme senza frastuono lentamente va morendo, ma nel suo marcire celebra già il suo natale, anticipando nel suo cuore il germoglio di primavera. Mentre assistiamo ad una sorta di sfaldamento dei valori umani, morali, sociali e religiosi, c’è già una nuova vita che prepara nuovi germogli, c’è una primavera che ha il sapore di un Bimbo che nasce per noi… E non ci abbandona, non ci lascia avvolgere dalle gelide tenebre… anche quando permette che attraversiamo il tunnel delle oscurità…
Primavera di speranza
Ed ecco Natale: c’è ancora speranza nel mondo, perché “questo” mondo, e noi in esso, è amato da Dio! E allora lasciamoci cogliere dallo stupore per le piccole cose che sono in noi e attorno a noi, cerchiamo di liberare gli occhi per vedere quel bene che non fa notizia eppure regge le sorti del mondo. Apriamo gli occhi allo stupore per quello che ciascuno di noi è, per il respiro che continuiamo ad avere e che alimenta nel nostro cuore la possibilità di amare ancora, di perdonare ancora e di chiedere ancora perdono…
Natale: silenzio dinanzi al rumore del mondo. Silenzio di stupore, silenzio d’amore che si fa ascolto e accoglienza… comprensione dei personaggi che vivono in noi, accanto a noi… Abbiamo bisogno di ritrovare il silenzio per superare la paura dell’altro, la paura del vivere, la paura del futuro, la paura di noi stessi e delle nostre fragilità…
Scriveva don Primo Mazzolari: «Non ci interessa la carriera, non ci interessa il denaro, non ci interessa il successo né di noi stessi né delle nostre idee, non ci interessa di passare alla storia. Ci interessa perderci per Qualcosa o per Qualcuno che rimarrà anche dopo che noi saremo passati. Ci interessa portare un destino eterno nel tempo, sentirci responsabili di tutto e di tutti, avviarci, seppure attraverso lunghi erramenti, verso l’amore». Buon Natale!
Mario Russotto Vescovo

