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Mussomeli , nel “baglio” dell’Annivina le apparizioni del Signore al fanciullo Giosuè Scannella. Il suo racconto nell’intervista video

Carmelo Barba

Mussomeli , nel “baglio” dell’Annivina le apparizioni del Signore al fanciullo Giosuè Scannella. Il suo racconto nell’intervista video

Gio, 22/09/2016 - 06:45

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dscn6375MUSSOMELI – L’ottantatreenne mussomelese Giosuè Scannella, da oltre sessant’anni trapiantato nel nord Italia, non può dimenticare quel “baglio dell’Annivina”, così lo chiama tuttora e per lui considerato sacro,  il luogo dove, stante al suo racconto, ha avuto quella meravigliosa apparizione del Signore splendente e sorridente con una tunica bianca,  circondata da una  fascia celeste. Un episodio, avvenuto in piena fanciullezza, (era uno degli otto figli  che poi sono stati  trascinati tutti al nord Italia, genitori compresi) quando aveva 7 anni e mezzo,  ed esattamente alle 13,30 del  7 maggio 1940, alla presenza di persone; episodio, raccontato  dallo stesso con dovizia di particolari, che lo ha fatto commuovere e fortemente emozionare. Lo abbiamo intervistato il 7 settembre scorso,  invitandolo, appunto, a raccontarci l’episodio. Infatti, giunti sul posto ed indicandoci il cortile, ha detto “Questo è un misero cortile, ma per me  è una cosa di estrema importanza, perché, proprio qui, ho vissuto quell’ avvenimento meraviglioso chedscn6376 mi fece vedere Gesù, con un piede su questo tetto ed un piede sull’altro; mi devo per forza inginocchiare,  perché non ce la faccio più a parlare”. Ha poi così continuato: “Il Signore mi ha detto tante parole belle:  per la tua umiltà,  sei una persona che meriti la mia presenza; ti dico anche questo: non avere paura, perché la morte sarà il premio della tua vita, caro Giosuè; mi è scomparso e non l’ho visto più”. Presenti all’apparizione ci sarebbero state altre due persone che avrebbero visto l’apparizione e che non comunicavano con il Signore. “Queste persone, ha detto Scannella,  hanno mandato a chiamare Padre Mulè, il quale è venuto sul posto,  ma non volle credere a tutto ciò.

Lei, signor Scannella, se l’è mai chiesto perché quella visione?

“Non lo so. Non riesco ad esprimerlo anche perché andando ovunque, in qualsiasi chiesa, mi supplico di vedere questo avvenimento, ma non mi è mai più accaduto e vorrei che veramente ci fosse, perché mi commuovo e ringrazio il Padre Eterno che all’età di 83 anni mi ha fatto venire in questi luoghi, dove io ho visto il Signore con questo manto bianco celeste che veramente mi sorrideva e mi disse quelle parole che voglio ripetere che la morte sarà il premio della mia vita. Io aspetto la morte per sorriderle per andare a trovare Lui.” Da sottolineare che Giosuè Scannella è andato via da Mussomeli all’età di 13 anni e mezzo, esattamente  il 12 settembre1947,  da solo, in cerca di avventura. Un viaggio in treno che durò tre giorni; al suo arrivo fu accolto da un conterraneo di Castronovo di Sicilia,  già trapiantato al Nord che faceva il calzolaio, amico di famiglia ed esattamente di suo papà. Lo indirizzò subito  alle casermette di Venaria Reale, dove  abitò fino al 1956. Successivamente, ammogliato con prole, si trasferì a Torino.  Diversi cambi di residenza e per 11 anni abitò anche a Cernobio, Como, dopo a Chivasso ed attualmente è residente a Ceres Torino. Una vita, dunque, dinamica, con tanta voglia di fare e di realizzare. Si è diplomato analista in chimica a Cernobio, impiegato di settimo livello super nell’industria di vernici a Cernobio e a Torino, titolare di un colorificio a carattere artigianale in Chivasso Torino. Un mussomelese che non ha mai dimenticato le sue radici e, soprattutto,quel “baglio dell’Annivina” con  quella visione paradisiaca del Cristo  splendente e sorridente.

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