CALTANISSETTA – Con il Film Evento “TIMBUCTU’” diretto dal regista mauritano Abderrahmane Sissako si conclude la Rassegna Cinematografica d’Autore sui Diritti Umani dell’ANGOLO DELL’AVVENTURA DI CALTANISSETTA dal titolo “IL MONDO IN 35 MM”, giunta alla sua Quarta Edizione e dedicata quest’anno a“Storie di Popoli e di Conflitti”
Giovedì 16 Giugno 2016 alle ore 20:30, presso la Multisala Moncada di Caltanissetta in via Salita Matteotti n. 10, l’Angolo nisseno proporrà una pellicola delicata e potente che ha vinto numerosi premi ed è stata candidata all’oscar come miglior film straniero che racconta l’Islam della poesia e del terrore, tema quanto mai attuale.
Il film sarà preceduto da una introduzione a cura del dott. Giovanbattista TONA magistrato consigliere della Corte d’Appello di Caltanissetta.
“Il cinema è una forma d’arte nata per portare l’azione nelle immagini. Se un film fa riflettere, diventa un film impegnato. Ma la scelta della tematica non rende un film un capolavoro, ci vuole altro: poesia, musica, caratteri che abbiano uno spessore. ‘Timbuktu’, film per la regia di Abderrahmane Sissako, riesce a unire tutte queste cose in un’ora e mezza di azione misurata, di poesia espressiva, di donne e uomini capaci di emozionare parlando di un tema che è forse il più pungente di questo periodo storico: il terrorismo di matrice islamica.
Mentre la stampa s’infiamma spesso in discussioni inutili, mentre la politica non riesce a dare risposte, ci pensa un film, forse, a comunicare ciò che di umano (e di tragico) vi è nella questione. Timbuktu affronta una delle tematiche più delicate dei nostri giorni, ma sceglie di farlo non con l’occhio critico del documentarista, ma con la poesia visiva e musicale propria di un film d’autore. Una poesia che trasuda dalle immagini fatte di uomini, di volti ed espressioni – molti degli attori non sono professionisti – ma anche di natura viva dove animali, alberi e perfino il deserto comunicano la grandezza dell’uomo ma anche la sua inferiorità, il suo limite intrinseco. Una poesia musicale che prende il volo nelle note del compositore Amine Bouhafa, e che è resa in immagini dal regista Abderrahmane Sissako, che non rinuncia a un forte quanto significativo realismo. Ed è proprio nell’elemento realistico, nel coraggio di realizzare una scena cruda come quella della lapidazione, che il cinema si ricorda di essere tale: un potente strumento capace non solo di raffigurare la realtà, ma di esporla, renderla comprensibile pur nella sua crudezza. Un’agghiacciante presa di coscienza di fronte a un orrore che troppe volte viviamo come qualcosa di distante, di localizzato lontano da noi, dall’altra parte del mondo. (Claudio Arcarese e Ulisse Segretario).

