CALTANISSETTA – Dovrà comparire davanti al giudice per rispondere all’accusa di stalking. Lui è un marocchino di diciassette anni che qualche tempo fa, secondo quanto raccontato dalla vittima (una ragazza appena tredicenne), ha cominciato ad avere atteggiamenti – talvolta anche violenti – che avrebbero tolto alla ragazzina anche la voglia di andare a scuola o di uscire da casa. La tredicenne sarebbe stata, infatti, in più episodi, pedinata fino a scuola, minacciata e anche aggredita con un pugno che le fece mancare il respiro. Per il “baby stalker” straniero, difeso dall’avvocato Carmelo Mirisciotti, è il momento di rendere conto delle accuse davanti al gup del tribunale per i minorenni di Caltanissetta, dato che il procuratore capo minorile Laura Vaccaro lo ha incriminato per stalking e ha già firmato la richiesta di rinvio a giudizio. L’udienza è stata fissata per il mese di novembre. La ragazza ha raccontato di vari episodi che la portarono ad avere il terrore di uscire da casa. All’inizio sembrava un semplice corteggiamento, poi si è trasformato in un vero e proprio incubo. Dall’inizio dello scorso anno, infatti, il diciassettenne marocchino avrebbe più volte infastidito la ragazza, facendole cadere il portapenne, prendendole il cellulare e lanciandolo con forza (tanto da rompere il display) fino al pugno alla schiena che portò l’adolescente a raccontare tutto ai magistrati.
Caltanissetta, “baby-stalker” a processo: vittima delle sue persecuzioni una tredicenne
Gio, 23/06/2016 - 12:46
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