UNA PRETESA SBAGLIATA ! è la seconda domenica di Pasqua e la nostra riflessione non può che avere come oggetto la Risurrezione di Gesù. Una verità così essenziale tanto che senza di essa non avremmo argomenti più validi e sicuri per la nostra fede. La liturgia ci riporta ancora nel cenacolo dove sono riuniti gli apostoli. Ci racconta le due apparizioni di Gesù nello stesso luogo. Nella prima volta non è presente Tommaso che, invece, è presente nella seconda. Tutti, tranne Tommaso avevano visto Gesù e credevano alla sua risurrezione. Tommaso, invece, anche dopo il racconto gioioso e entusiastico dei suoi fratelli, rimane perplesso e rifiuta di credere e pretende una prova concreta: “ se non metto il dito .. nelle piaghe … “ Per credere, agli altri è bastata la visione di Gesù, Tommaso fa intendere che la sola visione non è sufficiente, ma poi ha ammesso che anche a lui bastò averlo visto e proclamò solennemente la sua fede : “ mio Signore e mio Dio” . ( Senza bisogno di mettere il dito) Io credo che può essere utile, riflettendo, rilevare che si può giungere alla fede per vie diverse. C’è un libretto dei primissimi tempi della chiesa , la Didachè , che parla di due vie: della vita e della morte, del bene e del male . Non voglio entrare in…. concorrenza biblica,
( che sciocchezza! ) ma vorrei chiamare questa domenica , “la domenica delle due facce “. Con aria … bonaria , tanto per memorizzare ! Una, l’esperienza fisica, l’altra, l’esperienza della parola. Tutte e due possano far “pervenire alla fede” Quindi, la constatazione fisica di un miracolo, la presenza di “segni” che fanno intuire il miracolo . Giovanni (nel sepolcro vide le bende, il sudario, la sindone, – segni che fanno … intendere ) e credette. Gli apostoli videro Gesù e credettero, compreso Tommaso. Ma Gesù non ha detto che questa sia “ la modalità migliore, o quanto meno, che non è l’unica. Ha rimproverato Tommaso che quando ha “ascoltato le parole” degli apostoli, non ha creduto. Avrebbe dovuto avere più rispetto e fiducia “nella Parola”, cioè nella testimonianza degli altri e dice : “ beati quelli che pur non avendo visto crederanno, quindi senza bisogno “ di aver veduto” . E’ ovvio che il discorso è destinato a uscire dal Cenacolo, deve “travalicare” la persona di Tommaso per essere rivolta decisamente a tutti coloro che “dovranno accontentarsi” della testimonianza, della Parola, garantita da “testimoni diretti” quali sono gli apostoli. La forza della Parola. attraverso gli apostoli, e man mano, lungo i secoli, attraverso tutti quelli che daranno vita ad un “passa parola”, che più dignitosamente e classicamente si chiama “ tradizione”, cioè “trasmissione dell’insegnamento di Gesù, e in particolare della “notizia sconvolgente” e garantita della risurrezione, deve essere bastevole. E’ perentoria e autorevole la affermazione di S. Paolo: “Fides ex auditu “ cioè la fede si ha attraverso l’ascolto della parola, senza pretendere “la visione” che Gesù ha dichiarato apertamente non “necessaria per credere”.
di Redazione 3
Lun, 04/05/2026 - 12:40

