CALTANISSETTA – Un ordinario giorno di festa sportiva per la promozione in Eccellenza della Nissa, tra presunti agguati e scontri in un Palmintelli “blindato”. La cronaca sportiva racconta del 2 a 2 tra i biancoscudati e l’Atletico Gela, un risultato che ha sancito l’approdo della società presieduta da Natale Ferrante nella categoria superiore, ma oltre la cronaca sportiva, dobbiamo raccontare di un pomeriggio in cui si sarebbero verificati fatti incresciosi. Una lunga sequela di azioni e episodi sui quali sono già al lavoro le forze dell’ordine per appurare le eventuali responsabilità e la veridicità dei fatti.
Alle 14.50, in anticipo rispetto all’orario concordato con le forze dell’ordine, i giocatori dell’Atletico Gela giungono al Palmintelli: sono dieci minuti di fuoco. Secondo il racconto degli ospiti, ad attenderli almeno 30 tifosi biancoscudati: dapprima sarebbe stata lanciata una bomba carta e successivamente sarebbe scattata l’aggressione all’allenatore ed al suo vice; sarebbe stato colpito anche il magazziniere. Le forze dell’ordine arrivano al Palmintelli alle ore 15, orario dal quale è previsto il servizio di pubblica sicurezza. Gli atleti ed i dirigenti gelesi raccontano la loro versione dell’accaduto e poi chiedono che i tre aggrediti vengano accompagnati al pronto soccorso dell’ospedale S. Elia per essere refertati. Poco dopo giunge anche il direttore di gara, Dario Pomara di Palermo, al quale è stato fornito un nutrito resoconto di ciò che sarebbe successo.
I giocatori dell’Atletico Gela si barricano negli spogliatoi e la dirigenza comunica che la squadra, scossa dai presunti episodi di violenza, non vuole scendere in campo.
Inizia una febbrile trattativa tra la giacchetta nera, i dirigenti gelesi e le forze dell’ordine. Alle 16, orario stabilito per l’inizio della gara, il rettangolo di gioco è deserto. Sulla linea mediana un nugolo di bambini con i palloncini giallorossi per festeggiare l’ingresso degli atleti: si odono solo i cori offensivi e denigratori della tifoseria all’indirizzo dei gelesi, un clima surreale, che di festivo ha davvero poco. Alla fine sono proprio i giocatori dell’Atletico Gela, privi di guida tecnica, che “per non darla vinta a chi li ha aggrediti” decidono ugualmente di disputare la contesa che dunque inizia con oltre trenta minuti di ritardo, in un Palmintelli gremito di tifosi, almeno 700, ma blindato da polizia e carabinieri che presidiano l’interno e l’esterno del rettangolo di gioco. Durante l’incontro tre bombe carta sono state lanciate verso il parco archeologico Palmintelli.
La partita termina 2 a 2. Alla fine del match l’atmosfera è “particolare”: da un lato giocatori e dirigenti della Nissa che festeggiano la vittoria del torneo, con maglie celebrative e spumante che scorre a fiumi, dall’altro i giocatori gelesi intimoriti che circondati dalle forze dell’ordine stazionano all’ingresso degli spogliatoi. Alla fine è da registrare anche un forte malore da parte del papà del presidente dell’Atletico Gela, Paradiso, che rende necessario l’intervento del 118. Momenti di forte tensione che generano una diatriba tra alcuni dirigenti gelesi e la terna arbitrale: uno dei collaboratori di linea è stato colpito al petto da una manata, sferrata da un dirigente gelese. Tensione alle stelle.
L’ambulanza, causa un traffico congestionato in viale della Regione che si ingrossa a causa dell’assembramento di tifosi e forze dell’ordine davanti il Palmintelli, giunge dopo 17 minuti. Inoltre, la piazza laterale adiacente al Palazzo di Giustizia, dove è situato il cancello d’ingresso al rettangolo di gioco del Palmintelli, nella quale vige un cartello di sosta vietata, è piena di auto parcheggiate: contingenza che rende ancor più difficoltose le operazioni di soccorso. Una serie di situazioni che innanzitutto riaprono la questione sulla sicurezza dello storico campo nisseno, se effettivamente sussistano le condizioni per garantire l’incolumità di chi assiste alle gare. Infine, qualora dovessero essere accertate la veridicità delle ipotizzate aggressioni e le responsabilità in merito alla presunta aggressione perpetrata ai danni degli ospiti, ci si deve interrogare se è questo il concetto di festa, se questo è il modo di celebrare la vittoria di un campionato.

