CALTANISSETTA – Riceviamo e pubblichiamo.
“Ci sono due modi di fare la politica la propria professione. Si vive <<per>> la politica oppure <<di>> politica. Chi vive per la politica costruisce in senso interiore tutta la propria esistenza intorno a essa: ogni uomo serio che vive per una causa vive anche di questa causa. Della politica come professione vive colui che cerca di trarre da essa una fonte durevole di guadagno.”
Evidenziava cosi Max Weber in un discorso tenuto all’ Università di Monaco nel 1919. Evidentemente il filosofo ed economista politico aveva già una sfera magica proiettata sulla politica locale, specialmente quella nissena. In quasi due anni di legislatura comunale non ho visto (salvo sporadici casi) nessun “politico” che siede a Palazzo del Carmine vivere per la politica.
Un numero cosi imponente di comunicati stampa, di interviste e di chiacchiere inutili non si vedono neppure al carnevale di Rio (modificando una celebre frase che nel 1992 disse Bettino Craxi): per due anni poco, se non nulla, avete fatto. Popolarmente, vi siete seduti nel vostro comodo sedile ed avete preso in giro coloro i quali vi hanno dato fiducia (o almeno, bonariamente, vi hanno deliziato del vostro voto). In due anni non ho visto (se non qualcuno) nessuno di voi interessarsi della situazione in cui versa la città: ho visto solo pseudo incontri in rifornimenti di benzina il sabato e la domenica, quasi a prendere in giro il concetto stesso di politica: ho studiato che la politica, quella che ha creato le democrazie e gli stati nazionali si riuniva nei salotti e poi nelle segreterie di partito, mentre oggi ciò che definiamo politica si riunisce nei bar o nel cortile della “Faraona”, dove dentro ci stanno quattro che parlano del più e del meno, mentre fuori si spartiscono voti, alleanze e correnti.
Per un anno ho deciso di stare lontano da questo ambiente, allontanandomi da tutte le chiacchiere inutili che riempiono la nostra città di squallore. Ho imparato ad impegnarmi in prima persona nel sociale, riscoprendo quello che è l’amore gratuito per la città. Parlare di una vaccinazione dalla becera politica è riduttivo.
Da “disinfettato” del vostro modo di “fare politica” (il termine più appropriato sarebbe “fare <<curtiglio>>, circo, cabaret), vi esorto a farvi un esame di coscienza e a chiedervi se il vostro mandato ve lo siete meritato oppure no, se state svolgendo bene il vostro “mandato” (per qualcuno è diventata un’occupazione, ma non è cosi) oppure no, ma soprattutto cosa avete in mente da fare, oltre a pubblicare quotidianamente comunicati stampa o a convocare conferenze stampa.
La politica locale non è questa!
Giuseppe Sollami

