Salute

Caltanissetta, in manette l’istruttore di una palestra nissena: commercio illegale di anabolizzanti. Denunciato anche serradifalchese

Redazione

Caltanissetta, in manette l’istruttore di una palestra nissena: commercio illegale di anabolizzanti. Denunciato anche serradifalchese

Mer, 21/10/2015 - 11:57

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stampa 1CALTANISSETTA – Stamani gli agenti della squadra mobile di Caltanissetta hanno fatto scattare le manette ai polsi di  Alfano Giampiero, di 44 anni, istruttore in una nota palestra nissena ,in esecuzione di un ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Caltanissetta, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, d.ssa Maria Carolina De Pasquale, per i reati di commercializzazione di farmaci anabolizzanti del tipo “Winstrol Depot” e “Titan”. Per gli stessi reati, la Squadra Mobile ha denunciato in stato di libertà un ventitreenne gestore di una palestre di Serradifalco.

Giampiero Alfano

Giampiero Alfano

L’attività era iniziata da un controllo effettuato dalla Polizia su tre ragazzi della provincia di Palermo trovati in possesso del farmaco Winstrol Depot classificato come anabolizzante e con prescrizioni scritte a mano su un foglio. I giovani avevano riferito di aver comprato detto farmaco presso una palestra del nisseno. Risaliti, attraverso i tabulati telefonici dei giovani, ad Alfano Giampiero, la Squadra Mobile ha avviato le indagini a suo carico per esplorare il mondo del doping tra i body builder nisseni.

Le indagini hanno confermato il commercio illegale di medicinali ad azione anabolizzante. Com’è noto questo tipo di farmaci sono inclusi nell’elenco dei prodotti la cui vendita è subordinata a presentazione di ricetta medica e solo su responsabilità del farmacista che può venderli al pubblico solo se regolarmente registrati come specialità medicinali o preparati sotto forma di galenici.

L’attività investigativa permetteva di mettere in luce un intenso smercio da parte dell’odierno indagato di sostanze anabolizzanti e un parterre significativo di assuntori che, oltre quelli nisseni, lo raggiungevano da più parti della Sicilia, Petralia Sottana, San Michele di Ganzeria, Campobello di Licata, trovando nell’arrestato un punto di riferimento per chi, praticando il body building, intendeva aumentare slealmente le proprie prestazioni assumendo sostanze dopanti.

Le indagini hanno permesso di identificare tre assuntori abituali acquirenti di sostanze dopanti. Anche i clienti identificati nel corso dell’indagine venivano segnalati all’A.G. e sottoposti a perquisizioni domiciliari.

Perquisizioni estese anche a carico di un ventitreenne di Serradifalco, a cui l’odierno arrestato aveva dato una palestra in gestione in quel centro, e a carico dei proprietari di un’altra palestra di Barrafranca i cui titolari si interfacciavano con l’Alfano discutendo di altri prodotti anabolizzanti, Primobolan e Viridex, consigliandogliene anche degli altri tipi, oltre a quelli già smerciati.

Le intercettazioni telefoniche ed ambientali confermavano la consapevolezza del danno alla salute che tali sostanze dopanti potevano avere sull’organismo sia da parte dell’Alfano che da parte dei suoi clienti a cui lo stesso raccomandava, per esempio, di “non prendere caffè in concomitanza dell’assunzione di queste sostanze perché potevano rischiare un collasso”.

 Inoltre, Alfano Giampiero, ponendosi come vero “esperto” di anabolizzanti, che era solito chiamare “bumme”, procedeva a “prescrivere” ai clienti il regime di dosaggio, ossia il “ciclo” da seguire, offrendosi egli stesso ad effettuarle e, in un caso, addirittura, faceva un’iniezione ad un collaboratore in assenza di precauzioni  igienico-sanitarie.

Ad inchiodare l’odierno arrestato alle sue responsabilità anche videocamere che lo hanno immortalato mentre prelevava i farmaci anabolizzanti da un nascondiglio individuato con accuratezza, all’interno di un’intercapedine di un garage posto al seminterrato di un palazzo ubicato di fronte la palestra ove era solito parcheggiare le sue auto e la sua moto, sperando di non essere individuato e scoperto.

La videosorveglianza ha fatto emergere, sin dai primi giorni di monitoraggio, movimenti tanto costanti e giornalieri, quanto sospetti dell’arrestato che era solito recarsi nel seminterrato, accertarsi che non vi fosse nessuno – evidentemente per agire indisturbato – e quindi introdursi, scavalcando un muretto, all’interno di un’intercapedine che delimita il perimetro esterno del palazzo, dividendo il seminterrato con il muro di sostegno in cemento armato.

Movimenti sospetti che non passavano inosservati agli occhi attenti degli investigatori che scoprivano poi il luogo in cui teneva degli scatoloni con i medicinali vietati, Winstrol Depot e il Titan, farmaco dopante contenente testosterone iniettabile. Anche in questo angusto sito ritagliato nell’intercapedine, l’arrestato veniva video ripreso mentre prelevava i medicinali da questi scatoloni, inchiodandolo alle sue responsabilità.

Nel corso delle perquisizioni venivano sequestrati 90 scatole di farmaci, rinvenuti negli scatoloni nascosti nell’intercapedine del seminterrato, più una decina di altre analoghe scatole rinvenute a casa dei clienti dell’arrestato.