Dalla cannabis arriva una speranza per combattere i tumori. Da tempo ormai la ricerca scientifica ha concentrato i propri sforzi su questa sostanza che già viene impiegata a vario titolo (e con risultati tangibili) in ambito terapeutico.
Ad oggi la cannabis vede, in Italia, un diffuso utilizzo nella cura di alcune patologie e fastidi e si sta lavorando per rendere l’aspetto terapeutico il più inclusivo possibile. Lo scorso luglio si è assistito al primo raccolto di Stato di cannabis terapeutica che, nelle intenzioni, dovrebbe essere solo il primo passo verso un discorso più ampio che consenta sempre più l’utilizzo di questa sostanza in campo medico.
Anche per i tumori, come detto, potrebbe essere questo il futuro; già ad oggi i cannabinoidi sono impiegati con risultati incoraggianti per alleviare quelli che sono i dolori derivati da tumori e radioterapie. Se in futuro si riuscisse ad allargare il tutto anche all’aspetto curativo del male stesso, si potrebbero fare passi avanti enormi in campo scientifico.
Sarebbe un risultato eclatante anche per tutte quelle realtà territoriali dove l’incidenza tumorale è piuttosto alta; come purtroppo accade a Caltanissetta, territorio nel quale si assiste ad una altissima incidenza di tumore ai polmoni, tumore ematologico e tumori infantili.
Una piaga tristemente nota quella del territorio nisseno e che non manca di presentare aspetti particolari legati ad alcune realtà specifiche presenti a Caltanissetta, come avevamo già scritto in passato parlando dell’ipotetico legame tra l’alta incidenza di tumori su questo territorio e la contaminazione ambientale dovuta alla presenza di miniere.
Un male ancora per certi aspetti oscuro e per il quale la ricerca sta tentando di trovare soluzioni alternative; da questo punto di vista l’impiego della cannabis è la strada che si sta cercando di seguire con maggiore curiosità.
L’Italia sta facendo passi notevoli verso questa direzione e sono sempre di più i campi di interesse che riguardano la cannabis medica: detto della coltivazione di Stato, che ha dato vita al primo raccolto da usare per scopi curativi grazie alla qualità della cannabis utilizzata e a semi di vario genere, compresi i semi autofiorenti impiegati per lo scopo, si guarda adesso al futuro con la speranza di riuscire ad ottenere sempre più risultati incoraggianti dalla ricerca.
Ogni segnale in questo senso dovrebbe essere colto e sviluppato in modo costruttivo. D’altra parte ad oggi sono ancora moltissime le vittime del cancro; un dato triste che diventa ancor più pesante in alcune realtà territoriali. Come, purtroppo, quella di Caltanissetta, zona con una percentuale di tumori tra le più rilevanti del Paese.


