Salute

Strage Lampedusa: migranti rapiti e depredati, stupri di gruppo

Redazione

Strage Lampedusa: migranti rapiti e depredati, stupri di gruppo

Ven, 08/11/2013 - 12:33

Condividi su:

MIGRANTIPALERMO – Sequestrati nel deserto della Libia, poi, solo dopo il pagamento di un riscatto, condotti sulla costa e quindi imbarcati dopo il versamento di un’ulteriore somma. Questa l’odissea degli immigrati che erano sul barcone naufragato a Lampedusa il 3 ottobre scorso con la morte di 366 persone, ricostruita dai Pm della Dda di Palermo dai racconti dei superstiti e verificate nelle indagini della polizia che hanno portato al fermo del somalo Mouhamud Elmi Muhidin, accusato di essere tra i capo dell’organizzazione criminale che gestiva il traffico di esseri umani in un contesto di estrema violenza e di sopraffazione, con stupri di gruppo, segregazione, percosse.
Secondo gli inquirenti, questa organizzazione lavorava secondo una schema ben preciso. I migranti venivano intercettati nel deserto e, sotto la minaccia di armi, venivano caricati su pick up e portati in un luogo di detenzione a Sebha, nel Sud della Libia. “Ciascuno di loro -hanno ricostruito i magistrati- doveva contattare i familiari all’estero e far versare su dei conti correnti, attraverso i circuiti di money transfer, una cifra tra i 3.300 e i 3.500 euro”. A pagamento avvenuto i profughi venivano trasferiti sulla costa libica dove veniva preteso un’ulteriore pagamento di 1.000/1.500 dollari per il ‘biglietto’ della traversata. Dopo il questo saldo, si attendeva di imbarcarsi su uno degli scafi in partenza verso le coste siciliane. I magistrati hanno raccolto il racconto di una ventina di ragazze che sono state violentate e stuprate. “E in alcune occasioni sono state offerte in dono -hanno detto gli inquirenti- a gruppi di paramilitari armati di mitragliatori AK-47 Kalashnikov”.

banner italpress istituzionale banner italpress tv