BOLOGNA – Una discussione conclusa nella peggiore delle maniere con due colpi di pistola al petto: il ferito è il nisseno Maurizio Ferrara, 41 anni, che nel capoluogo nisseno ha gestito anni or sono la discoteca Black-out. Della sparatoria avevamo fornito un’anteprima in una news pubblicata domenica: non era ancora nota l’identità del ferito. Il fattaccio si è consumato in un parcheggio. La scintilla della lite di sabato pomeriggio, sfociata in sparatoria, è scoccata in fila a un bancone della Snai. Un cliente della sala scommesse di via Amaseo, in San Donato, ha apostrofato un’addetta perché ci metteva troppo a chiudere una bolletta e il ‘rivale’ è intervenuto per difenderla.
C’è voluto poco per passare dalla risposta brusca, agli insulti, alle botte. Ma la rissa ha avuto un ‘secondo tempo’ all’esterno dell’esercizio, dove è rimasto ferito gravemente con due colpi d’arma da fuoco, uno dei quali ha perforato il torace del nisseno. A premere il grilletto sarebbe stato uno straniero, forse dell’Est, sulle cui tracce si sono messi gli investigatori della sezione omicidi della squadra mobile.
La polizia ha lavorato tutto il pomeriggio per ricostruire a ritroso l’episodio, poiché il fatto è emerso solo in seguito all’arrivo del ferito al pronto soccorso pediatrico del policlinico Sant’Orsola, attorno alle 16.45. Il barista, barcollante ma ancora lucido, era sorretto da un amico, il quale è giunto in ospedale da via Massarenti seguendo la strada per il vecchio ingresso del pronto soccorso. E’ stato proprio l’accompagnatore a fornire ai poliziotti i primi elementi per ricostruire la vicenda. La lite, alla quale hanno assistito numerosi testimoni, è avvenuta poco prima all’interno della sala scommesse.
Dopo qualche minuto, però, i due sono tornati sui propri passi, per ragioni su cui sono in corso accertamenti. Diversi testimoni hanno udito un solo colpo d’arma da fuoco, ma il siciliano presentava due ferite. E’ probabile che lo straniero si sia armato dopo la rissa con il rivale, forse recuperando una pistola che teneva in auto. Non è escluso che abbia seguito il furgone coi due italiani, aspettando il momento propizio per vendicarsi.
Sul posto sono intervenuti agenti delle volanti e della mobile, col dirigente Pietro Morelli e il capo della sezione omicidi Davide Corazzini. Il 41enne è stato operato all’ospedale Maggiore, dove è stato portato dal 118 con un codice di massima gravità. L’intervento è riuscito, ma i medici non hanno sciolto la prognosi. Dal corpo è stato estratto un frammento di metallo, che potrebbe essere una scheggia di proiettile o un frammento di carrozzeria, dato che un colpo ha trapassato lo sportello. Gli investigatori hanno acquisito anche le immagini delle telecamere interne della Snai, che potrebbero avere ripreso il feritore

