SAN CATALDO – La ciambella sancataldese non si tocca. A poche ore dalla dichiarazione dell’assessore al Turismo, Sport e Spettacolo, Giuseppe Anzalone di voler convocare panettieri e pasticceri per l’inserimento del tipico prodotto locale tra i cibi “Slow Food” insorge “Il Sacco in Movimento”. In effetti la paternità dell’iniziativa spetta all’associazione creata da Salvatore Falzone che proprio per la ciambella sancataldese creò una sagra e avviò l’iter per il riconoscimento della stessa tra i cibi di alta qualità. “In merito alle dichiarazioni dell’assessore Giuseppe Anzalone – dichiara Antonino Falzone – apparse ieri sul Giornale di Sicilia, vorrei fare qualche precisazione a nome dell’associazione il Sacco in Movimento. Abbiamo letto che l’amministrazione comunale intende avviare l’iter per inserire la “ciambella” sancataldese nell’arca del gusto Slow Food. In realtà, le procedure per tutelare il tipico prodotto sancataldese con il marchio Slow Food sono state già avviate qualche anno fa dalla nostra associazione. Il Sacco in movimento – dopo ricerche e studi – ha riportato alla luce la ricetta originale della <<’ngiambella>> e ha realizzato, in collaborazione con Slow Food Sicilia, la prima festa della ciambella e dei prodotti tipici dell’entroterra nel borgo rurale di Santa Rita Pisciacane. La precisazione non vuole essere una mera rivendicazione ma un atto di rispetto verso un gruppo numeroso di sancataldesi che hanno già avviato con entusiasmo e senza scopo di lucro un’iniziativa di valorizzazione di un prodotto locale. Certo dispiace la malafede dell’amministrazione. Infatti nei giorni scorsi l’assessore (lo stesso che ieri ha annunciato di volere avviare la pratica) era stato correttamente informato dal responsabile locale di Slow Food dell’esistenza della pratica stessa. Addirittura la nostra associazione aveva manifestato, in pieno spirito collaborativo, la propria disponibilità a lavorare con l’amministrazione per la realizzazione della sagra in programma a fine settembre. Prendiamo atto anche, e con piacere, della totale retromarcia dell’amministrazione comunale che, dopo avere deriso pubblicamente in campagna elettorale la sagra della ciambella, ha deciso di inserirla al primo punto delle cose da fare. Insomma, l’irresistibile ciambella è l’unica cosa “buona” realizzata-copiata finora dall’amministrazione Raimondi.
di Redazione 3
Lun, 04/05/2026 - 12:40




