Leggi ad personam, la storia continua

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CALTANISSETTA – Il 12 novembre 2011, quando Berlusconi si dimise, molti italiani tirarono un sospiro di sollievo e pensarono: oggi è finita l’era delle leggi ad personam. Pia illusione. Con l’aggravante che mentre prima, regnante Berlusconi, tutti se lo aspettavano ora, sotto il regno di Monti, una legge ad personam, sempre a favore di Berlusconi, diventa una sorpresa e, nel contempo, una grossa delusione. Sparisce la concussione?!?! Berlusconi pretende questo e qualcos’altro ancora, altrimenti fa cadere il Governo?!?! Questa è la ciliegina sulla torta della vergogna che Berlusconi ha fatto assaggiare al mondo intero. Come tutti ormai sanno, questo provvedimento, ove venisse approvato, oltre a fare piacere a tanti “illustri interessati” farebbe morire il cosiddetto “processo Ruby” il quale, svuotato del reato principale – la concussione – verrebbe, verosimilmente, tolto al Tribunale di
Milano e assegnato al Tribunale di Monza, nella cui circoscrizione ricade la villa di Arcore dove sisarebbe consumato il reato di “prostituzione anche minorile”. Ma questo, al confronto della concussione, è poca roba.
Benissimo. Gli italiani avranno così la riprova, casomai ce ne fosse bisogno, che a pagare (in tutti i sensi, materiali e morali) sono sempre i più deboli. Chi è ricco e potente, invece, la fa sempre franca. Qualcuno può affermare il contrario? Non è forse questa brutta storia, uno stimolo a non rispettare le leggi? Non è forse questa brutta storia un sistema efficacissimo per farci allontanare ancora di più dalla politica? Da quella politica piena di collusioni, corruzioni e interessi personali di cui, ogni giorno, sono piene le pagine dei giornali? Abbiamo subìto, e probabilmente subiremo ancora, in nome di quel maledetto spread. Ma non ne possiamo più di subìre ancora i soprusi di Berlusconi. Perché di questo si tratta. Se il Presidente Monti non è in grado di governare senza condizionamenti, si dimetta e andiamo alle urne. Ci lasci almeno pensare che se la legge, in molti casi, non è stata uguale per tutti potrà esserlo in futuro. Già, ma anche questa è una pia illusione. Non è soltanto il concorso esterno in associazione mafiosa che “non esiste ed al quale nessuno crede più”. Anche la Giustizia non esiste
e non ci crede più nessuno. Almeno, non ci credono più gli Italiani onesti.

Pasquale Trobia

2 Commenti

  1. La Mafia è un fenomeno (diceva il mio Giudice Giovanni Falcone che vive in me con le Sue Idee) e come tutti i fenomeni ha avuto un inizio ed avrà anche una fine. Il concorso esterno in associazione mafiosa è più importante della Mafia stessa perchè la mafia in mancanza di concorso è nulla. La Mafia è nata in questa terra e grazie a questa terra che ha permesso, per paura o timore, di esistere. Se manca il consenso e manca il concorso non può esistere.

    • Gentile sig. Stefano,
      dalle sue parole si intuisce che lei ha avuto la fortuna e l’onore di conoscere personalmente il Giudice Falcone.Svuotare di significato, se non addirittura abolire il reato di “concorso esterno in associazione mafiosa”, reato concretizzato e voluto dal Giudice Falcone, significherebbe vanificarne il lavoro. Lavoro che ha pagato con la vita. Da quanto lei dice, sig. Stefano, traspare, per l’eroico Giudice, una grande ammirazione ma anche il dovuto rispetto per le sue idee, sentimenti che ogni uomo onesto sicuramente prova. Chi non ha nulla da temere (ed è proprio questo il punto), non può non riconoscere un reato senza il quale – condivido le sue parole – la mafia stessa non esisterebbe.Dobbiamo sperare che chi di competenza si convinca di questa inconfutabile realtà e receda da ogni eventuale proposito di intervento sulla “corposità del reato”, intervento che farebbe un gran male alla Giustizia. Intendo dire quella con la G maiuscola. Quella che non tutti cercano. La saluto.

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