Salute

“La Sicilia che non vorrei”: Una riflessione politica e sociale del Segretario Generale FNP CISL Agrigento-Caltanissetta-Enna Rosolino Ricotta

Carmelo Barba

“La Sicilia che non vorrei”: Una riflessione politica e sociale del Segretario Generale FNP CISL Agrigento-Caltanissetta-Enna Rosolino Ricotta

Dom, 23/08/2026 - 11:31

Condividi su:

La Sicilia che non vorrei è una Sicilia che si rassegna. Una Sicilia che accetta come inevitabile ciò che inevitabile non è: la povertà, lo spopolamento, la fuga dei giovani, le liste d’attesa, la solitudine degli anziani, la precarietà del lavoro, l’assenza di servizi nei territori più fragili. Non vorrei una Sicilia nella quale per curarsi bisogna aspettare mesi o, troppo spesso, andare fuori regione. Non vorrei una Sicilia nella quale un anziano che vive in un piccolo comune debba affrontare chilometri di viaggio per una visita, un esame o un servizio essenziale. E non vorrei una Sicilia nella quale i giovani siano costretti a partire per costruirsi un futuro. Questo non è un destino. È il risultato di scelte politiche, di ritardi, di programmazioni insufficienti e, troppo spesso, di una visione che continua a guardare all’emergenza invece che al futuro. Agrigento, Caltanissetta ed Enna conoscono bene il prezzo di questa marginalità. Sono territori che rischiano di perdere popolazione, servizi, presidi sanitari, attività economiche e soprattutto speranza. Non possiamo limitarci a registrare questi fenomeni. Dobbiamo avere il coraggio di denunciarli e, soprattutto, di proporre una svolta. La politica regionale deve tornare a occuparsi concretamente delle aree interne. Servono investimenti, infrastrutture, servizi pubblici efficienti, trasporti adeguati, sanità territoriale, politiche abitative e un sistema di welfare capace di sostenere le famiglie. Non bastano annunci e inaugurazioni. Servono risultati misurabili e responsabilità precise. La sanità, in particolare, non può essere considerata soltanto una questione di bilanci. Dietro ogni lista d’attesa c’è una persona. Dietro ogni servizio che manca c’è una famiglia costretta a sostituirsi alle istituzioni. Dietro ogni presidio sanitario che si indebolisce c’è una comunità che perde sicurezza. La FNP CISL non accetta l’idea che l’anziano sia semplicemente una voce di spesa. Gli anziani sono una parte fondamentale della nostra società. Hanno costruito il benessere che oggi conosciamo, hanno sostenuto famiglie e comunità e continuano, spesso, a essere un indispensabile ammortizzatore sociale. Difendere gli anziani significa difendere la qualità della democrazia e della nostra comunità. Per questo chiediamo una vera politica dell’invecchiamento attivo, una rete efficace di assistenza domiciliare, servizi sociali integrati con la sanità, strutture residenziali adeguate e controllate, sostegno alle famiglie e una maggiore attenzione alle persone non autosufficienti. Ma la nostra battaglia non riguarda soltanto gli anziani. Riguarda i giovani che vogliono restare. Riguarda le donne che chiedono lavoro e servizi. Riguarda le famiglie che non riescono più a sostenere il costo della vita. Riguarda i lavoratori poveri e i pensionati che arrivano a fine mese con difficoltà. Riguarda i comuni delle aree interne che rischiano di diventare paesi senza futuro. Una Sicilia che perde i giovani e abbandona gli anziani è una Sicilia che rinuncia al proprio futuro. Ecco perché il sindacato deve fare la sua parte. Non possiamo essere spettatori. Dobbiamo essere protagonisti, con autonomia, con responsabilità e con la capacità di dialogare con le istituzioni senza rinunciare alla nostra funzione critica. Alla politica chiediamo meno propaganda e più programmazione. Meno promesse e più servizi. Meno centralismo e più attenzione ai territori. Meno logiche emergenziali e più investimenti strutturali. Chiediamo una Sicilia nella quale le risorse pubbliche vengano utilizzate fino in fondo e dove ogni euro destinato al welfare, alla sanità, al lavoro e allo sviluppo produca un beneficio concreto per i cittadini. La Sicilia che vorrei è una Sicilia che non chiede più ai propri figli di partire per poter sperare. È una Sicilia nella quale nascere a Enna, ad Agrigento, a Caltanissetta o in uno dei tanti piccoli comuni dell’entroterra non significhi avere meno diritti. È una Sicilia nella quale la sanità pubblica sia un diritto e non una fortuna. È una Sicilia nella quale un anziano possa invecchiare nel proprio paese con dignità, assistenza e sicurezza. È una Sicilia nella quale un giovane possa scegliere di restare perché trova lavoro, servizi e opportunità. È una Sicilia che non considera le aree interne una periferia, ma una risorsa strategica. Questa è la sfida politica e sociale che abbiamo davanti. Come FNP CISL Agrigento-Caltanissetta-Enna continueremo a stare nei territori, tra le persone, nei luoghi dove i problemi si manifestano prima ancora di arrivare sulle scrivanie delle istituzioni. Non promettiamo soluzioni facili. Promettiamo di non smettere di denunciare ciò che non funziona e di costruire proposte concrete. Perché la rassegnazione non può essere il progetto della Sicilia. La Sicilia che non vorrei è quella che si arrende. La Sicilia che vogliamo è quella che decide di cambiare. (Rosolino Ricotta Segretario Generale FNP CISL Agrigento-Caltanissetta-Enna)

banner italpress istituzionale banner italpress tv