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Record di ingressi nel lido dove maschi e femmine sono divisi. Al Pedocìn oltre centomila presenze in soli tre mesi. Lo scelgono soprattutto le donne

Redazione

Record di ingressi nel lido dove maschi e femmine sono divisi. Al Pedocìn oltre centomila presenze in soli tre mesi. Lo scelgono soprattutto le donne

Mer, 19/08/2026 - 19:25

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Il Pedocìn a Trieste non è una tradizione, è una appartenenza, quasi una categoria dello spirito. Quando gli austriaci sono andati via dal capoluogo dopo oltre 500 anni, hanno lasciato uno spirito mitteleuropeo, tante caratteristiche dell’Europa continentale e quel lido balneare (il “bagno” per i triestini) inaugurato nel 1903 dove – secondo le abitudini dell’epoca – uomini e donne si tuffavano separatamente indossando quei costumi ascellari che oggi reputiamo ridicoli. Quel “bagno”, Alla Lanterna (Pedocìn per i triestini), come è uso nel capoluogo è rimasto così com’era, se si escludono piccole modifiche e qualche elemento di comodità in più: maschi da un lato e donne dall’altro oltre il muro bianco di 74 metri. E guai ad oltrepassarlo. Ora che sta scemando questo caldissimo mese di Agosto, il Comune, che gestisce l’impianto, ha fatto un po’ di conti confermando non solo la cieca fedeltà dei triestini a quel luogo cult simbolo della città, e scoprendo che il numero di bagnanti è stato tale da stabilire un record. Ben 106.696 presenze in soli tre mesi per un incasso complessivo di circa 120mila euro. Una cifra vertiginosa se si pensa che al Pedocìn non si pagano i 30 o i 50 euro quotidiani per ombrellone e sedie a sdraio come ogni altro stabilimento ma soltanto un ingresso di 1,20 euro. Meno di un corsa in autobus. A frequentare il Pedocìn sono soprattutto donne: solo a luglio sono stati staccati 53.610 biglietti contro i 34.885 del 2026 e i 40.160 del 2024. A giugno, invece, gli ingressi sono stati 36.051, un numero inferiore rispetto ai 40.373 dello scorso anno, ma ben superiori rispetto allo stesso mese del 2024, quando i ticket furono 22.353. A maggio, inoltre (che corrisponde al primo mese a pagamento) sono stati staccati 17.035 biglietti, tanti di più rispetto ai 10.315 del 2025 e ai 7.393 del 2024. Si tratta di numeri comprensivi degli ingressi gratuiti (bambini sotto i 12 anni e disabili con accompagnatore). A cosa si deve questo incremento? Se si considera che la popolazione giuliana non cresce e che costante è il numero di coloro che frequentano lo stabilimento, non restano che i tanti turisti che affollano la città e che trovano una attrazione notevole in questo impianto unico in Europa nel suo genere. Ma non si pensi a una città bacchettona o bigotta, tutt’altro. In costiera, dall’altra parte di Trieste c’è un’ampia zona dedicata ai naturisti, qui sorse la prima associazione in Italia del settore. Ma l’appartenenza è un’altra cosa e la tradizione del Pedocìn è affidata soprattutto alle gelose custodi donne che nel loro affollato settore trovano una riconquistata libertà, lontane dai maschi, come usano sottolineare

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