La positività alla difterite accertata nel cuginetto della bambina di quattro anni morta nei giorni scorsi a Palermo rende necessario garantire alle famiglie informazioni chiare, tempestive e basate esclusivamente sulle evidenze scientifiche. Il bambino, ricoverato all’Ospedale dei Bambini, è tenuto in osservazione e isolamento e, secondo quanto comunicato dal direttore sanitario dell’Arnas Civico, Domenico Cipolla, le sue condizioni cliniche sono in miglioramento e presenta immunoglobuline antidifteriche a titolo protettivo.
“Di fronte a una vicenda così delicata – afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – la prima esigenza è evitare sia sottovalutazioni sia inutili allarmismi. Le autorità sanitarie devono fornire alla popolazione indicazioni univoche e facilmente comprensibili, spiegando quali comportamenti adottare e quali misure di prevenzione siano necessarie.”
Per il Codacons è importante che venga assicurato il pieno coordinamento tra Regione, aziende sanitarie, pediatri e medici di medicina generale, con particolare attenzione alla verifica delle coperture vaccinali e alla corretta informazione delle famiglie.
“Malattie che per molti anni sono diventate rare grazie alla prevenzione non devono essere considerate un problema del passato – sottolinea Tanasi – ed è fondamentale che ogni decisione riguardante la salute dei bambini venga assunta sulla base delle indicazioni delle autorità sanitarie e delle conoscenze scientifiche, contrastando informazioni false o prive di fondamento.”
Codacons invita inoltre le istituzioni sanitarie a fornire aggiornamenti puntuali sull’evoluzione del quadro epidemiologico e sulle eventuali misure di sanità pubblica adottate, nel pieno rispetto della privacy dei minori e delle famiglie coinvolte. “Sulla morte della bambina sono in corso accertamenti e sarebbe irresponsabile anticiparne gli esiti o attribuire responsabilità prima delle conclusioni degli organismi competenti. Oggi la priorità deve essere proteggere la salute pubblica, sostenere una corretta prevenzione e assicurare alle famiglie informazioni affidabili, senza alimentare paure.” – conclude Tanasi.

