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In Cina umanoidi pensati come partner: parlano e abbracciano

Redazione

In Cina umanoidi pensati come partner: parlano e abbracciano

Sab, 22/08/2026 - 19:59

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In Cina alcune aziende tecnologiche stanno sviluppando robot umanoidi progettati per interagire con le persone anche sul piano affettivo. Le macchine sono in grado di parlare e di offrire abbracci, caratteristiche che le presentano come possibili compagni virtuali e non soltanto come strumenti per attività pratiche.

Il fenomeno riguarda imprese del settore tech attive nel sud del Paese. L’obiettivo, secondo quanto riferito, è realizzare dispositivi capaci di sostenere una relazione simulata con l’utente, attraverso la conversazione e il contatto fisico. La prospettiva apre così a un utilizzo degli umanoidi legato alla sfera personale e alla compagnia.

La proposta di Robonova

Tra le società impegnate in questo ambito c’è Robonova, azienda del sud della Cina. L’impresa prevede di consentire agli utenti di avere anche rapporti sessuali con i propri compagni virtuali. La proposta estende quindi le funzioni dei robot oltre l’interazione vocale e gli abbracci, portandole in una dimensione esplicitamente intima.

Le aziende sostengono di prestare attenzione alle misure di sicurezza. Nel testo non vengono però specificati quali sistemi o protocolli verrebbero adottati per proteggere gli utenti e gestire le interazioni con le macchine. Il tema resta quindi legato non solo alle prestazioni tecnologiche, ma anche alle modalità di utilizzo di questi dispositivi.

Le preoccupazioni delle autorità

Lo sviluppo di umanoidi destinati a diventare partner personali suscita interrogativi anche sul piano istituzionale. Il governo cinese ha espresso preoccupazione, pur a fronte delle rassicurazioni delle aziende sulla sicurezza. Il confronto riguarda una tecnologia che combina capacità di conversazione, contatto fisico e, nel caso della proposta di Robonova, una possibile funzione sessuale.

La vicenda si inserisce nel più ampio sviluppo della robotica umanoide in Cina, ma il testo disponibile non indica né una data di commercializzazione né il numero di dispositivi già prodotti o venduti. Restano pertanto da chiarire le modalità concrete di accesso a questi compagni virtuali e il quadro di regole con cui le autorità intendono accompagnarne l’eventuale diffusione

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