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Marianopoli. Vaccaro (Forza Democratica): “CCR, il vero costo arriva dopo: i finanziamenti non diventino un boomerang per i Comuni e per i cittadini”

Redazione 1

Marianopoli. Vaccaro (Forza Democratica): “CCR, il vero costo arriva dopo: i finanziamenti non diventino un boomerang per i Comuni e per i cittadini”

Gio, 02/07/2026 - 07:50

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MARIANOPOLI. Riceviamo e pubblichiamo nota di Calogero Vaccaro e Forza Democratica a proposito della questione legata ai finanziamenti regionali per i CCR.

“Prima di esultare per finanziamenti ancora tutti da assegnare, sarebbe opportuno aprire una riflessione seria sulla qualità e sulla sostenibilità dei progetti presentati. L’intervento di Federico Messana pone interrogativi che la politica non può liquidare con slogan o annunci trionfalistici e che meritano di essere affrontati con serietà, al di là delle appartenenze politiche.

L’annuncio di nuovi finanziamenti regionali per la realizzazione dei Centri Comunali di Raccolta (CCR) non può essere accolto esclusivamente con entusiasmo. Prima ancora di celebrare risorse che devono essere definitivamente assegnate, è necessario interrogarsi sulla qualità dei progetti presentati, sulla loro effettiva utilità e, soprattutto, sulla loro sostenibilità economica nel tempo.

L’intervento di Federico Messana ha il merito di aver riportato l’attenzione su aspetti che troppo spesso rimangono sullo sfondo del dibattito pubblico: la limitata disponibilità delle risorse rispetto al numero delle domande (33 milioni di euro la disponibilità contro i 106 milioni di euro della somma dei progetti), il possibile sovradimensionamento di alcune strutture e i costi di gestione che inevitabilmente accompagneranno queste opere per tutta la loro vita utile. Questioni che non possono essere liquidate con annunci trionfalistici o valutate esclusivamente in termini di capacità di intercettare finanziamenti pubblici.

Il tema riguarda direttamente anche Marianopoli. Tra i progetti inseriti nell’elenco figura infatti quello relativo alla realizzazione di un Centro Comunale di Raccolta del valore di 454.621,96 euro, sul quale avevo già espresso pubblicamente perplessità. Non perché si debba essere contrari agli investimenti o alla modernizzazione dei servizi, ma perché ogni investimento pubblico deve rispondere a criteri di necessità, proporzionalità e sostenibilità.

Il punto centrale, infatti, non è il costo dell’opera, ma ciò che accadrà dopo la sua realizzazione. Un CCR non si esaurisce con il taglio del nastro: richiede personale, manutenzione, utenze, controlli, assicurazioni e una gestione continua. Sono costi strutturali che entreranno stabilmente nei bilanci comunali e che, nel sistema vigente, finiranno inevitabilmente per riflettersi sul costo del servizio di gestione dei rifiuti.

È quindi legittimo chiedersi se ogni singolo progetto sia stato accompagnato da un’analisi approfondita della futura sostenibilità gestionale e dell’impatto economico sui cittadini. Perché, se da un lato il finanziamento regionale copre l’investimento iniziale o parte di esso, perché pare che sarà richiesta alle SSR e/o ai Comuni una cospicua compartecipazione alla spesa, dall’altro saranno i Comuni a dover sostenere negli anni i costi di esercizio, con il concreto rischio che tali oneri si traducano in un aumento della TARI per famiglie e attività produttive.

È una domanda che non riguarda soltanto Marianopoli. Se le criticità evidenziate da Messana dovessero trovare conferma, sarebbe difficile considerarle episodi isolati. Al contrario, potrebbero interessare numerosi progetti distribuiti sul territorio siciliano, rendendo necessaria una riflessione più ampia sulla programmazione regionale in materia di impiantistica per la raccolta differenziata. Pertanto sarebbe stato più opportuno, per come sostenuto da Messana, che si fossero progettati impianti di compostaggio di prossimità di nuova generazione, che tra l’altro l’assessorato regionale pare finanziasse con un bando del 2025. Ciò tenuto conto che questi impianti possono lavorare fino a 130 tonnellate di rifiuti organici l’anno (frazione umida quella che incide di più sui costi di gestione), a costi contenuti.

La buona amministrazione non si misura dal numero dei finanziamenti ottenuti, ma dalla capacità di trasformare le risorse pubbliche in servizi realmente efficienti e sostenibili. Inseguire i bandi senza una preventiva valutazione dei costi futuri rischia di produrre opere formalmente realizzate, ma economicamente difficili da mantenere, con il risultato di trasferire sui cittadini il peso di decisioni assunte oggi senza una visione di lungo periodo.

Per questa ragione sarebbe auspicabile che la Regione, nella fase conclusiva della procedura di finanziamento, non si limiti alla verifica dell’ammissibilità amministrativa dei progetti per la quale redazione si nutrono diverse perplessità sulla regolarità delle procedure adottate, ma proceda anche a una rigorosa valutazione della loro sostenibilità economica e gestionale, della congruità degli investimenti e della loro effettiva rispondenza alle esigenze dei territori interessati.

La responsabilità della politica non consiste nello spendere di più, ma nello spendere meglio. Ogni euro di denaro pubblico deve tradursi in un beneficio concreto e duraturo per la collettività, evitando che un finanziamento accolto oggi come un successo si trasformi domani in un costo permanente per i bilanci comunali e, soprattutto, in un’ulteriore voce della bolletta TARI a carico dei cittadini. La qualità della spesa pubblica si misura nel tempo, non il giorno dell’annuncio. Ed è proprio adesso, prima che le graduatorie diventino definitive e i cantieri prendano avvio, il momento in cui politica e istituzioni hanno il dovere di verificare se ogni intervento rappresenti davvero un investimento per il territorio o il presupposto di nuovi e gravosi costi destinati a ricadere sulle comunità locali

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