Salute

Diventa mamma a 57 anni grazie alla procreazione medicalmente assistita

Redazione 1

Diventa mamma a 57 anni grazie alla procreazione medicalmente assistita

Mar, 21/07/2026 - 08:53

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Cinquantasette anni e l’emozione più grande della vita: diventare mamma. Arriva da Castellammare di Stabia, nel Napoletano, una di quelle notizie che fanno bene al cuore: la storia di una coppia di genitori che grazie ai passi da gigante fatti dalla medicina della riproduzione e della ginecologia sono riusciti a coronare il sogno di diventare genitori.

L’équipe, diretta dal dottor Alfonso Maria Irollo ginecologo di Gragnano e specialista in medicina della riproduzione e medicina rigenerativa, era composta da diversi specialisti che hanno accompagnato la paziente, non italiana, durante l’intero percorso di procreazione medicalmente assistita e poi durante la gravidanza e il parto.

Irollo dirige una rete di tre centri di procreazione medicalmente assistita in Italia, tra i quali il centro di Gragnano, dove, alla fine dello scorso anno, è stato effettuato il transfer embrionario che ha dato esito positivo e culminato in queste ore con la nascita del bambino.

Anche il decorso post-partum risulta regolare e la coppia di genitori ha espresso “grande emozione e felicità per il raggiungimento di un obiettivo inseguito con determinazione”.

Il “caso – si sottolinea – rappresenta un risultato di particolare rilevanza clinica, ottenuto grazie a un percorso altamente personalizzato di medicina della riproduzione, frutto dell’integrazione tra tecniche avanzate di Pma, un’attenta selezione clinica della paziente e protocolli terapeutici innovativi, orientati all’ottimizzazione delle condizioni biologiche dell’endometrio e dell’organismo materno grazie alla medicina rigenerativa”.

Lo specialista: “Ogni percorso è unico” “Ogni percorso di infertilità è unico e richiede una strategia costruita su misura – spiega il dottor Alfonso Maria Irollo – La nascita di questo bambino rappresenta innanzitutto una grande gioia per la coppia. È anche la conferma che l’integrazione tra procreazione medicalmente assistita, medicina rigenerativa e personalizzazione dei trattamenti può offrire nuove opportunità anche in situazioni particolarmente complesse, sempre nel rispetto delle indicazioni cliniche e delle migliori evidenze scientifiche disponibili”. (TGCom24)

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