Caltanissetta. Accade ieri che la Casa Circondariale di Catania Piazza Lanza sia stato teatro di
disordini, violenze e aggressioni. E’ accaduto quello che tutti speravamo non accadesse, è accaduto quello che diversi avevano ipotizzato, è accaduto ed ha visto teatro uno dei penitenziari siciliani più incandescente dell’isola, dice Rosario Mario Di Prima – Segretario Nazionale del SiNAPPe-. A prescindere di quali possono essere state le motivazioni che hanno spinto i detenuti a usare la violenza sul personale di Polizia Penitenziaria e alla struttura, non è né tollerabile né tanto meno giustificabile. Registriamo quotidianamente innumerevoli episodi di violenza, disordini e aggressioni al personale di Polizia Penitenziaria che non ha pari. C’è un intero territorio regionale che è fuori del controllo dello Stato e il mondo penitenziario è stretto tra la morsa della criminalità che mira a mantenere il controllo del territorio e la sottodimensionata forza organica del personale di Polizia Penitenziaria.Non sono bastati i provvedimenti di assunzione degli agenti, purtroppo, perché non si riesce a coprire nemmeno il turnover per il personale che va in pensione, aggiunge Di Prima.
Non sono bastati i corposi arruolamenti né basteranno quelli che da qui a breve avverranno, perché di suo già la Polizia Penitenziaria, per la gestione delle attività che gli sono sati affidate, non gli basterà l’attuale pianta organica prevista, perché carente.E’ assurdo pensare che lo stato, attraverso le Forze di Polizia, sia debole all’attacco criminale e incapace di intervenire in modo puntuale e determinante, tra questi c’è la Polizia Penitenziaria che svolge uno dei compiti più delicati che un lavoratore della sicurezza possa svolgere che è quello di contrasto alla criminalità ma nello stesso tempo, di occuparsi dell’incolumità del soggetto detenuto, attraverso un sistema organizzativo che, purtroppo, fa acqua da tutte le parti. Non vi sono uomini, mezzi e sistemi che possono riconoscere al mondo penitenziario il ruolo che svolge per la società, l’azione che conduce per l’essere umano che è chiamato a rispondere del debito con la società ed anche a contrastare la continuità della criminalità semplice e organizzata.La politica che svolge il ruolo più importante per la società, ha il dovere di tutelare tutti in nome delle leggi che regolano la vita della Repubblica. Il penitenziario che è un mondo nel mondo è gestito da regole che devono essere fatte rispettare e che per fare ciò, serve il rispetto e il farsi carico dei bisogni del cittadino. Il punto non è se ci sono uno o due reparti in mano ai detenuti ma quello che vede l’intero mondo penitenziario della Regione Sicilia che è fuori del controllo dello stato. Nel frattempo c’è il personale di Polizia Penitenziaria che è tra due fuochi, quello della legge che non gli permette interventi di spessore a mantenere l’ordine e la sicurezza all’interno dei penitenziari per le gravi carenze di personale determinati della stessa amministrazione che è incurante delle necessità del personale e, purtroppo, quello della criminalità che tenta sempre di reagire nel momento in cui si cerca di applicare la legalità. A Catania, oggi, si è concretizzata l’azione di chi non ha rispetto delle regole e che con prepotenza tenta di appropriarsi del territorio attraverso forme di violenza che devono essere condannate dallo stato e dalla società civile. Azioni del genere, che non possono giustificare nessuna argomentazione, anche se dovesse risultare legittima, proprio perché affrontata con violenza. Assistiamo quotidianamente da parte di gruppi della società civile alla difesa di tutti coloro i quali subiscono forme di violenza e, soprattutto, quella subita, secondo com’è rappresentata, dalle Forze dell’Ordine ma, come in questo caso, non c’è una levata di scudi di quei garantisti a senso unico di quella società che è pronta a condannare, prime che ciò avvenga nelle Aule di Giustizia, con le stesse identiche forme che in questi giorni li ha visti protagonisti di violenza contro le Forze dell’Ordine.Alla Polizia Penitenziaria va dato rispetto, cpnclude Di Prima, va riconosciuto il ruolo che svolge per lo stato e va fatto plauso alle donne e agli uomini in servizio presso i penitenziari e nel caso specifico a coloro i quali all’interno della Casa Circondariale di Catania Piazza Lanza si sono sempre distinti per la loro professionalità e abnegazione. Solidarietà a tutto il personale di Catania Piazza Lanza e un augurio di pronta guarigione a coloro i quali la violenza li ha visti riportare ferite

