Nuova presa di posizione del Comitato in difesa del Parco Dubini dopo la nota diffusa dall’Asp di Caltanissetta sulla chiusura dell’area verde e sulla futura destinazione dell’ex ospedale Dubini a struttura Rems.
Il Comitato parla apertamente di “contraddizioni” rispetto a quanto emerso durante gli incontri istituzionali e chiede ora chiarezza attraverso atti ufficiali, accesso alla documentazione e un confronto pubblico in Consiglio comunale. Nel documento viene inoltre ribadita la volontà di tutelare il parco come bene comune urbano, contestando quello che viene definito un rimpallo di responsabilità tra enti.
Di seguito la nota diffusa dal Comitato in difesa del Parco Dubini.
“Leggiamo con amarezza il comunicato dell’ASP di Caltanissetta sul Parco Dubini. Avevamo confidato in una reale volontà di collaborazione da parte dell’ASP per addivenire ad una soluzione positiva e condivisa tra le parti e per riaprire il Parco Dubini alla Città. Invece – afferma il Comitato – dal tenore del testo emerge la chiara volontà di scaricare quello che viene considerato un costo all’Amministrazione Comunale di Caltanissetta.
Insomma, l’ennesimo stratagemma che rischia di tenere chiusa – non sappiamo ancora per quanto tempo – la struttura edilizia dell’ex Ospedale Dubini, di cui il parco secolare costituisce la preziosa pertinenza.
Nel comunicato l’ASP rappresenta l’impossibilità di riaprire il Parco a motivo dell’imminente apertura della REMS (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza), una struttura di cui si parla da anni: si stanziano fondi, si indicono gare, si annuncia l’inizio dei lavori. Nonostante ciò, non risulta avviata alcuna realizzazione concreta.
Eppure, negli incontri ufficiali – ai quali erano presenti anche rappresentanti del Comune – l’ASP ha dichiarato in modo esplicito che la chiusura del Parco è avvenuta dopo il ciclone Harry, a causa della caduta di alberi e della presenza di ulteriori elementi pericolanti. Non è mai stato affermato, in nessuna sede istituzionale, che la chiusura fosse collegata alla futura destinazione dell’immobile a REMS.
Se questa fosse stata la reale motivazione – prosegue il Comitato – il Parco avrebbe dovuto essere chiuso anni fa, e non soltanto dopo l’evento meteorologico.
Queste contraddizioni sollevano interrogativi legittimi e mettono in dubbio la volontà di collaborazione mostrata durante gli incontri”.
Il Comitato passa poi alle richieste formali, indicando le iniziative che intende portare avanti.
“Occorre passare a strumenti formali, verificabili e tracciabili: accesso agli atti per ottenere tutta la documentazione relativa alla REMS, ai lavori, alle perizie e agli atti che hanno portato alla chiusura del Parco; coinvolgimento del Comune, che ha partecipato alle riunioni e dovrebbe conoscere lo svolgimento dei fatti; convocazione di un Consiglio Comunale aperto, richiesto dai rappresentanti del Comitato durante l’incontro con la sesta commissione sanità, affinché la discussione sia pubblica, trasparente e partecipata.
Chiediamo inoltre l’avvio del percorso per dichiarare il Parco Dubini bene comune urbano, restituendolo alla città come spazio pubblico tutelato, e che il Sindaco faccia rispettare all’ASP l’ordinanza n. 5 del 16 aprile 2026 sugli interventi di manutenzione delle aree verdi e l’ordinanza n. 7 del 26 febbraio 2025 sulla rimozione dei nidi di processionaria”.
“Il Comitato ribadisce che la comunità nissena ha diritto alla verità, alla piena trasparenza e alla tutela dei propri spazi pubblici. Non possiamo accettare risposte contraddittorie né rimpalli di responsabilità che, di fatto, ostacolano la soluzione del problema e alimentano sfiducia nei cittadini” – conclude il Comitato in difesa del Parco Dubini.

