La contestazione non ha risparmiato il Torino nemmeno il 4 maggio, giorno della memoria e del ricordo del Grande Torino nel 77/o anniversario della tragedia del 1949. Il presidente, Urbano Cairo, non ha partecipato alle celebrazioni mattutine al Cimitero monumentale e pomeridiane al colle di Superga, con vari striscioni di protesta che hanno tappezzato le strade verso la basilica, e la squadra guidata dal tecnico, Roberto D’Aversa, è stata accolta da fischi e insulti nel piazzale di fronte alla chiesa stemperati successivamente dal coro “C’è solo il Grande Torino”.
Capitan Zapata ha letto i nomi dei caduti per la seconda volta, don Gianluca Carrega ha officiato la messa ma ha voluto essere presente anche don Riccardo Robella, reduce dal terribile incidente stradale del novembre scorso che lo ha costretto alla sedia a rotelle. Sui social è stato un pieno di messaggi in onore degli Invincibili. Dalla Juventus – “4 maggio 1949, una data per sempre nella memoria.
77 anni fa, nella tragedia di Superga, se ne andava il Grande Torino: il club si unisce nel ricordo” il post dei bianconeri – a Gabriele Gravina: “Il Grande Torino ha scritto pagine indelebili della storia del nostro calcio, una storia che dobbiamo tramandare alle nuove generazioni per non disperdere il patrimonio di valori di una squadra simbolo di rinascita per il Paese e capace di far innamorare milioni di italiani”. E poi si sono aggiunti i post di alcuni ex del passato recente: “Una preghiera” ha scritto Vanoli, oggi tecnico della Fiorentina ma un anno fa alla guida del Toro a Superga; “Lì dove il tempo si è fermato, lì dove i nostri Eroi ci hanno lasciato.
Onore al Grande Torino, sempre” il messaggio del Gallo Belotti, ex capitano granata. Particolarmente sentito il ricordo di Susanna Egri: “Sono passati 77 anni da quel tragico evento, ma la ferita non si è rimarginata: oggi rimangono i loro valori e io ne sono grata, lo sento nel mio animo centenario” ha dichiarato la figlia di Ernesto, vero e proprio ‘padre’ del Grande Torino.

