Lo Statuto siciliano quanto è attuale ed efficace ai giorni nostri? In cosa consiste l’Autonomia Siciliana e quali i benefici per il futuro delle giovani generazioni? Si può ancora considerare strumento di sviluppo soprattutto in termini occupazionali? È necessaria una rivisitazione?Sono alcune delle domande poste da studentesse e studenti di Istituti superiori siciliani presenti nella Sala Piersanti Mattarella dell’Assemblea Regionale Siciliana a Palermo che ha ospitato la tavola rotonda organizzata dall’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia e dall’assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale, dedicata agli 80 anni della nascita della Repubblica all’indomani del referendum istituzionale del 2 e del 3 giugno del 1946 e nello stesso anno dello Statuto siciliano, nel pieno di un processo storico di grande transizione alla fine della Seconda Guerra mondiale.A rispondere ai quesiti dei giovani sono stati storici e costituzionalisti quali Carlo Verri, associato di Storia contemporanea dell’Università di Palermo, Andrea Miccichè, associato di Storia contemporanea dell’Università Kore di Enna, Giuseppe Verde, ordinario di Diritto Costituzionale dell’Ateneo palermitano, Fabrizio Scimè, Segretario Generale dell’Assemblea Regionale Siciliana. Gli interventi, moderati da Gioacchino Lavanco ordinario di Scienze psicologiche dell’Università di Palermo, hanno offerto un’analisi dell’evoluzione normativa degli ultimi ottant’anni quale momento formativo di carattere storico-giuridico dedicato ai Dirigenti scolastici, ai docenti, alle studentesse e agli studenti, ai Dirigenti e al Personale amministrativo dell’Ufficio scolastico regionale e degli Ambiti Territoriali della Sicilia presenti in sala e collegati da remoto.Le conclusioni dell’incontro sono state affidare all’onorevole Enrico La Loggia, già Ministro degli Affari regionali. che ha offerto un racconto personale e a tratti inedito della nascita dello Statuto Siciliano attraverso gli scritti del nonno Enrico, uno dei fautori dell’Autonomia speciale e tra i protagonisti della stesura dello Statuto siciliano, e del padre Giuseppe, che fu Presidente della Regione Siciliana a metà degli anni Cinquanta.Una rappresentanza di studentesse e studenti del liceo musicale Don Colletto di Corleone ha eseguito l’inno nazionale in apertura dei lavori. L’inno ufficiale della Sicilia ‘Madreterra’ è stato eseguito dal liceo musicale Regina Margherita di Palermo che ha proposto a conclusione della tavola rotonda la celebre aria ‘Lascia ch’ io pianga’ dal Rinaldo di Haendel.«Con questa iniziativa abbiamo voluto offrire le chiavi di lettura essenziali per interpretare la complessità del presente in un’epoca di profonde riforme – dice il Direttore generale dell’USR Sicilia Filippo Serra -. La scuola, infatti, non può limitarsi alla mera trasmissione di nozioni, ma deve farsi custode e interprete dei valori costituzionali, trasformando la memoria storica in progettualità didattica».«In occasione delle celebrazioni per gli 80 anni dello Statuto, la carta fondamentale della Regione Siciliana – sottolinea l’assessore regionale dell’Istruzione e Formazione professionale, Mimmo Turano – abbiamo voluto dedicare un momento di studio sulle ragioni storiche e la genesi dell’Autonomia Siciliana, all’indomani della Seconda guerra mondiale, nel 1946, due anni prima dell’entrata in vigore della Costituzione italiana. Questa iniziativa è stato un momento di riflessione sull’autonomia, sul valore costituzionale dello Statuto Siciliano e sulle prerogative della Regione Siciliana».
1946-2026, gli 80 anni della nascita della Repubblica Italiana e dello Statuto Siciliano: incontro all’Ars organizzato da USR Sicilia e Assessorato regionale dell’Istruzione
Ven, 08/05/2026 - 10:46
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