Un bambino ogni 1.000-1.100 nati in ;;tutto il mondo nasce con la trisomia 21 (o sindrome di Down), un’ anomalia cromosomica presente da sempre nella natura umana, diffusa in tutte le regioni del mondo e che generalmente ha diverse conseguenze sullo stile di apprendimento, sulle caratteristiche fisiche o sulla salute. Ogni anno, secondo i dati dell’Onu, circa 3.000-5.000 bambini nascono con questa anomalia cromosomica.
Negli Stati Uniti, circa 250.000 famiglie sono colpite dalla sindrome di Down. La qualità della vita delle persone con sindrome di Down può essere migliorata rispondendo alle loro esigenze sanitarie, in particolare attraverso controlli medici regolari per monitorare le loro condizioni fisiche e mentali e per fornire interventi quando necessario: fisioterapia, terapia occupazionale, logopedia, consulenza psicologica o educazione speciale. Per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema le Nazioni Unite celebrano il 21 marzo la Giornata internazionale della sindrome di down che quest’anno è dedicata al tema della solitudine.
“Insieme contro la solitudine” vuole sottolineare come la solitudine colpisca in modo sproporzionato le persone con sindrome di Down e altre disabilità intellettive, nonché le loro famiglie. Il tema presenta la solitudine non solo come un sentimento emotivo, ma un grave problema di salute che può portare ad ansia, depressione e danni fisici, spesso legati all’esclusione sociale e alla stigmatizzazione. La campagna promuove un’autentica inclusione nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nelle comunità, sottolineando che la semplice presenza non significa essere inclusi o veramente connessi. Per affrontare il tema il 23 marzo la rete Down Syndrome International organizzerà la 15ª Conferenza Mondiale sulla Sindrome di Down presso la sede delle Nazioni Unite a New York. Inoltre fino a domani sono previsti eventi anche presso le Nazioni Unite a Ginevra.

