I capi di accusa – ancora provvisori, in attesa dell’eventuale formulazione dell’imputazione – si sono ridotti a quattro, e’ rimasta una sola ipotesi di corruzione, cosi’ come gli indagati si sono dimezzati: dagli originari 18 sono passati ora a 9. Contro Toto’ Cuffaro e gli altri la Procura di Palermo punta a dimostrare i tentativi di infiltrazione nei gangli e ai vertici dell’amministrazione regionale e delle aziende sanitarie dell’Isola: l’ex presidente della SICILIA e’ indicato come “intermediario” e avrebbe utilizzato le proprie relazioni, ad esempio, con l’ex direttore generale dell’Asp di Siracusa, Alessandro Caltagirone, nominato anche grazie ai buoni uffici proprio di Cuffaro. In virtu’ di questo rapporto privilegiato l’ex governatore avrebbe ottenuto la promessa di assunzioni, contratti, subappalti e altri vantaggi patrimoniali che Mauro Marchese e Marco Dammone, rappresentante legale il primo, funzionario commerciale della Dussmann Service l’altro, avrebbero offerto e concesso. La societa’, che ha piu’ volte smentito il proprio coinvolgimento, rimane pero’ indagata, anche se Dammone e Marchese non sono piu’ alle sue dipendenze: Cuffaro avrebbe appunto “mediato” con Caltagirone (la cui posizione potrebbe avviarsi verso l’archiviazione) per orientare in senso favorevole alla Dussmann l’andamento della gara-ponte per l’affidamento dei servizi di ausiliariato, supporto e reception dell’Asp siracusana. Cuffaro avrebbe ottenuto il miglioramento delle condizioni contrattuali di due dipendenti dell’azienda da lui segnalati e la promessa di futuri subappalti concessi dalla Dussmann a ditte che sarebbero state indicate dall’ex presidente.
Sicilia. Sanità “appattata”, ruolo di Cuffaro: per pm era intermediario gare truccate
Ven, 20/03/2026 - 19:49
Condividi su:

