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San Cataldo. Gran successo per la 2^ edizione della Rassegna di Poesie 2026 presso l’Associazione Agricoltori e Zolfatai

Redazione 1

San Cataldo. Gran successo per la 2^ edizione della Rassegna di Poesie 2026 presso l’Associazione Agricoltori e Zolfatai

Ven, 20/03/2026 - 17:29

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SAN CATALDO. S’è svolta presso i locali dell’Associazione Agricoltori Zolfatai di San Cataldo una bellissima iniziativa culturale con la Seconda Rassegna di Poesie 2026, sotto la guida del presidente Luigi Nocera, con la collaborazione del poeta Salvatore Carletta.

Una serata intensa, partecipata, vera. La sala gremita, con oltre sessanta presenti, ha restituito il senso di una comunità che, quando vuole, sa ancora fermarsi ad ascoltare. A condurre l’incontro il Prof. Mimmo Privitera, con sensibilità e misura. Tra i partecipanti, voci diverse ma unite dallo stesso filo, quello di chi sente e ha il coraggio di dire.

Un momento particolarmente toccante è stato quello di Agata Sciolino, che ha dimostrato come la poesia sappia arrivare oltre ogni limite, parlando direttamente al cuore. Presenti anche Mario Martines e altri autori che hanno dato forma, ciascuno con due poesie, a un dialogo fatto di parole e silenzi.

A chiudere la serata, Salvatore Carletta si è esibito con alcune canzoni, accompagnando il passaggio verso un momento conviviale, con un rinfresco condiviso tra tutti i presenti.Queste sono le serate che raccontano davvero un paese.San Cataldo, pur nella sua dimensione raccolta, dimostra ancora una volta di avere un valore profondo, silenzioso, ma autentico.Perché la cultura non è fatta solo di titoli, né di presenze “importanti”.

È fatta, prima di tutto, di persone. Persone semplici, sensibili, capaci di mettersi in gioco senza chiedere nulla in cambio, se non l’ascolto.Viene in mente una frase di Fëdor Dostoevskij: “La bellezza salverà il mondo.

”Una frase che trova senso proprio in serate come questa.Non è una bellezza appariscente o celebrata, ma quella che nasce in luoghi semplici, tra sedie vicine, applausi sinceri e parole che cercano spazio. È una bellezza umana, fragile e vera, che non ha bisogno di palcoscenici grandi per esistere.E forse è proprio qui che si misura il valore: non in chi pensa di essere già arrivato, ma in chi continua a esserci.

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