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Italia. Orrore in rete, scoperti ‘clienti’ di abusi su minori on line

Redazione

Italia. Orrore in rete, scoperti ‘clienti’ di abusi su minori on line

Lun, 02/02/2026 - 17:30

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Per la prima volta le indagini della Procura di Milano e della Polizia postale, grazie ad attività “sotto copertura”, analisi di profili criptati e “nuove tecniche informatiche”, sono riuscite a risalire all’identità dei “clienti” di una “industria” dell’orrore, i quali hanno pagato per poter vedere “su webcam in diretta” violenze sessuali ai danni di minori. abusi avvenuti “materialmente nei Paesi del sudest asiatico”, tra cui Vietnam e Thailandia, “con la complicità anche di alcune famiglie disposte a venderli”.

Un’inchiesta delicata e “innovativa”, coordinata dai pm Letizia Mannella, responsabile del pool ‘fasce deboli’, e Giovanni Tarzia e condotta dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online della Polizia Postale, che ha portato all’arresto in flagranza, nei giorni scorsi, di due uomini di 47 anni e 31 anni, nelle province di Trento e Reggio Calabria, per “detenzione e divulgazione di ingente materiale pedopornografico”.

Entrambi, poi, anche indagati, assieme ad altri quattro (tra i 47 e i 57 anni, residenti nelle province di Roma, Latina, Brescia e Milano), per concorso “da remoto” nelle violenze – ipotesi per la prima volta contestata – per quei casi di “live distant child abuse”. Tra gli indagati, da quanto è emerso, anche un ex consigliere comunale a Brescia, che nei giorni scorsi si era dimesso. Agli indagati, incensurati e con profili anche lavorativi all’apparenza normali, viene contestata, infatti, una “partecipazione attiva come clienti a quella mercificazione e schiavizzazione dei bambini, tanto che davano indicazioni, durante queste ‘dirette’, sugli abusi“.

E, secondo le accuse, “sceglievano le vittime, avendo una sorta di catalogo a disposizione” sul dark web, come è stato spiegato in una conferenza stampa alla presenza, tra gli altri, del procuratore di Milano Marcello Viola e di Ivano Gabrielli, direttore del Servizio Polizia postale e per la sicurezza cibernetica. Tutto il “materiale informatico” sequestrato con le perquisizioni, spiegano gli investigatori, sarà “sottoposto ad analisi per ricostruire i fatti di indagine, per appurare il coinvolgimento” di altre persone e per “l’identificazione dei minori coinvolti, in collaborazione con le agenzie internazionali”, come quella statunitense.

Investigatori e inquirenti che, nell’inchiesta scattata nel 2024, sono riusciti “a ‘bucare’ questo fenomeno già conosciuto”, individuando le “transazioni”, ossia quei tantissimi invii, per “non destare sospetti”, di piccole somme di denaro, come 15 dollari a volta, che i clienti “pagavano in cambio di quelle immagini in diretta”. “Il contrasto a questo fenomeno in costante incremento, che colpisce i soggetti più fragili, costituisce una delle priorità di questa Procura”, ha spiegato Viola.

Le vittime, stando alle indagini, hanno tra i 6 e i 14 anni, ma “su alcune chat” sono state scoperte “anche delle trattative per piccoli di due anni”. In alcuni casi, poi, i “clienti” si sarebbero anche recati in quei Paesi per “entrare in contatto con le vittime degli abusi“. Il prossimo passo, come è stato riferito, sarà fermare gli organizzatori e i complici di “queste vendite” di bambini. 

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