Il sonno non serve solo a “riposare il cervello”, ma e’ essenziale per mantenere efficiente la comunicazione tra le cellule nervose. E’ quanto emerge da un importante studio condotto dal gruppo di ricerca del prof. Michele Bellesi, docente della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria e membro del Centro per le Neuroscienze dell’Universita’ di Camerino, appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale PNAS-Proceedings of the National Academy of Sciences. La ricerca, realizzata in collaborazione con ricercatori dell’Istituto di Neuroscienze di Alicante in Spagna, dimostra che la privazione di sonno non rende semplicemente i neuroni “stanchi”, ma rallenta in modo significativo la trasmissione dei segnali elettrici nel cervello.
Questo effetto e’ legato ad un’alterazione della mielina, la guaina che riveste le fibre nervose e consente una comunicazione rapida ed efficiente tra le diverse aree cerebrali. Quando la mielina funziona meno bene, i segnali impiegano piu’ tempo a propagarsi, con conseguenze dirette su attenzione, coordinazione e prestazioni cognitive. Lo studio identifica anche il meccanismo biologico alla base di questo fenomeno: la mancanza di sonno altera il metabolismo del colesterolo negli oligodendrociti, le cellule responsabili della produzione e del mantenimento della mielina. Una disfunzione di queste cellule potrebbe quindi spiegare, almeno in parte, il calo delle prestazioni mentali e cognitive osservato in condizioni di deprivazione di sonno.
“I nostri risultati – spiega Bellesi – mostrano che il sonno e’ cruciale non solo per l’attivita’ dei neuroni, ma anche per la salute delle cellule che li supportano. La mielina e’ fondamentale per la velocita’ e l’efficienza della comunicazione cerebrale: alterarne il funzionamento significa rallentare l’intero sistema. Questo studio contribuisce a chiarire perche’ la mancanza di sonno abbia effetti cosi’ profondi sulle nostre capacita’ cognitive”.
La pubblicazione su PNAS rappresenta un ulteriore riconoscimento dell’eccellenza della ricerca condotta all’Universita’ di Camerino e della sua capacita’ di contribuire in modo significativo al progresso delle neuroscienze a livello internazionale. “Esprimo grande soddisfazione per questo risultato – sottolinea il Rettore Graziano Leoni – conferma l’elevato valore scientifico della ricerca del nostro Ateneo, sempre piu’ riconosciuta a livello internazionale, e la sua rilevanza su temi che hanno ricadute concrete per la societa’ ed un impatto diretto sulla salute e sulla qualita’ della vita delle persone”. Lo studio apre nuove prospettive per comprendere il ruolo del sonno nella salute cerebrale e potrebbe avere importanti implicazioni future per la prevenzione e la gestione dei disturbi cognitivi legati alla deprivazione di sonno.

