Salute

Caltanissetta. L’innovazione farmaceutica e la chirurgia bariatrica per curare l’obesità. Federica Vinciguerra: “Non è una scelta di vita ma ha basi biologiche”

Redazione

Caltanissetta. L’innovazione farmaceutica e la chirurgia bariatrica per curare l’obesità. Federica Vinciguerra: “Non è una scelta di vita ma ha basi biologiche”

Mar, 27/01/2026 - 21:47

Condividi su:

Riconosciuta come patologia, l’obesità può essere associata a oltre duecento complicanze. Prima di tutto il diabete. Oggi la medicina affila le armi e consegna ai professionisti farmaci efficaci, oltre alla chirurgia bariatrica, in un intersecarsi tra medicina territoriale e centri specialistici. Se n’è discusso a lungo, ieri, al centro culturale Michele Abbate a Caltanissetta, durante il convegno sul tema “L’obesità come patologia cronica: una sfida condivisa per superare lo stigma e integrare la cura”, promosso da Federica Vinciguerra e Carlo Casile, rispettivamente componente del direttivo regionale e referente regionale dell’associazione Medici Endocrinologi (Ame), con il responsabile scientifico Vincenzo De Geronimo.

“L’obesità – afferma Federica Vinciguerra – è riconosciuta come malattia. Le evidenze scientifiche dimostrano che ha delle basi biologiche, non è una scelta di vita e l’innovazione terapeutica fornisce farmaci molto efficaci. Ciò ci consente di trattare il paziente con obesità esattamente come trattiamo i pazienti affetti da altre malattie croniche”.

La sala gremita al centro Abbate, d’altronde, ha dimostrato quanto sia importante discutere sull’obesità, considerata “una pandemia mondiale riconosciuta in Italia come patologia – dichiara Gianfranco Gruttadauria, responsabile dell’unità operativa di Diabetologia all’Asp di Caltanissetta – Diabete e obesità sono strettamente correlati perché l’obesità rappresenta il principale fattore di rischio per sviluppare il diabete, specialmente in soggetti che hanno familiarità. È necessario, dunque, intervenire molto prima della possibile insorgenza del diabete, specialmente in un soggetto ad alto rischio”. L’obesità “deve essere considerata – dettaglia Giovanni d’Ippolito, presidente dell’Omceo di Caltanissetta – una malattia cronica ed evolutiva e l’importanza di parlarne è duplice: la formazione per gli addetti ai lavori e l’informazione sull’importanza di sani stili di vita”. Stile di vita che è alla base di tutte le terapie. Ognuno di noi “sceglie come alimentarsi e come muoversi – spiega Lucia Frittitta, professore ordinario di Nutrizione umana all’Università di Catania – Questo è importante quanto svolgere una regolare attività fisica che ci consente di vivere in salute e anche più a lungo”.

L’obesità “ha un’elevata prevalenza, è la più diffusa e ha anche una maggiore incidenza in ambito dell’endocrinologia metabolica – sottolinea Roberto Baratta, medico endocrinologo nel reparto di Endocrinologia all’Arnas Garibaldi a Catania e presidente regionale dell’associazione Medici diabetologi – ed è anche associata a una serie di complicanze, se ne contano oltre 200, che hanno un impatto sul sistema sanitario e sulla necessità delle persone che soffrono di questa malattia. Oggi abbiamo a disposizione dei nuovi farmaci efficaci e sicuri per il trattamento di questa malattia cronica in tutte le fasce d’età”. Curando l’obesità “si prevengono e si curano tante altre malattie come diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari e perfino i tumori – ribadisce Silvio Buscemi, presidente della Società italiana Obesità – Ad oggi c’è un’ampia fetta di popolazione che non ha una diagnosi di obesità. Basti pensare che solo il 40 per cento della popolazione obesa ha ricevuto una diagnosi. Dalla diagnosi, alla cura, al trattamento. Ma c’è tanto da fare. La qualità è un percorso, certo, che non si può realizzare dall’oggi al domani. Ma se ci rimbocchiamo le maniche e ci lavoriamo, andremo sicuramente nella direzione giusta”.

banner italpress istituzionale banner italpress tv