L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Osservatorio etneo, di Catania comunica che dalle telecamere di sorveglianza e da rilievi di terreno svolti da personale Ingv con l’ausilio di droni, si osserva che il campo lavico nella Valle del Bove dell’Etna è ancora alimentato e il fronte più avanzato ha raggiunto lentamente la quota di circa 1.360 metri sul livello del mare. In particolare, il sorvolo con drone ha permesso di dettagliare che l’area più attiva si trova più a monte di Rocca Musarra tra quota 1.800 e 1.700 metri, dove un flusso lavico, che si è sovrapposto su quello dei giorni precedenti, dal suo canale di scorrimento sta alimentando diversi flussi lavici di minore entità. Attualmente, il fronte del flusso lavico in sovrapposizione si attesta a quota di circa 1.600 metri. Dalle immagini delle telecamere di sorveglianza, si osserva, inoltre, che continua a intensità variabile l’attività stromboliana al cratere Voragine con blande emissioni di cenere che si disperdono rapidamente in area sommitale. Dal punto di vista sismico l’ampiezza media del tremore vulcanico ha mostrato a partire dalle 11 di ieri delle oscillazioni, sempre nei valori medi, che talvolta hanno raggiunto la fascia dei valori alti. La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore vulcanico risulta ubicata in un’area posta in prossimità del cratere Voragine a una elevazione di circa 2.800 – 3.000 metri. Le reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo non mostrano variazioni significative. L’attuale fase eruttiva dell’Etna non impatta sull’operatività dell’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania. (ANSA).
di Redazione 3
Dom, 04/01/2026 - 14:06

