Rituali esoterici e propiziatori per ‘garantirsi’ il buon esito delle rapine. E’ uno dei retroscena dell’operazione ‘Khalipha’ dei carabinieri del Comando provinciale di Catania, che all’alba di oggi hanno smantellato una banda dedita ad assalti in villa. Sette le misure cautelari eseguite nei confronti di altrettanti indagati, accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio, alla rapina aggravata, lesioni personali, possesso di segni distintivi contraffatti e alla detenzione e porto illegale di armi e oggetti atti a offendere.
Le indagini del nucleo Operativo della Compagnia carabinieri di Catania Fontanarossa, scattate a novembre del 2024 e andate avanti sino allo scorso giugno, hanno consentito di far luce sulla banda in grado di mettere a segno violente rapine in villa. Assalti, spiegano gli investigatori dell’Arma coordinati dalla Procura etnea, commessi con “modalità altamente professionali”, preceduti da “lunghe e complesse attività preparatorie” e portati avanti con “collaudate tecniche militari, tanto efficaci quanto feroci”. Ma l’attività investigativa ha fatto emergere anche un altro aspetto. Ogni colpo veniva preceduto da una pratica ancestrale. Un componente della banda di origini senegalesi, infatti, aveva il compito di garantire una sorta di protezione e di sostegno spirituale agli assalti e di assicurare, mediante rituali esoterici e propiziatori, il buon esito delle rapine, che non venivano mai avviate se non dopo lo svolgimento di tali rituali.

