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Sicilia, percepiscono r. cittadinanza: 24 denunciati, anche affiliati clan. Intascati oltre 200mila euro

Redazione 1

Sicilia, percepiscono r. cittadinanza: 24 denunciati, anche affiliati clan. Intascati oltre 200mila euro

Mer, 18/11/2020 - 11:28

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I finanzieri del comando provinciale di Siracusa, nell’ambito di un’indagine in materia di spesa pubblica, hanno denunciato 24 persone, di cui 11 affiliati a clan mafiosi, per aver indebitamente percepito il reddito di cittadinanza per oltre 200 mila euro. Sono esclusi infatti dalla possibilità di ricevere il sussidio coloro che si trovino in stato di detenzione e, più in generale, chiunque abbia riportato condanne definitive nei 10 anni precedenti alla richiesta. Se ad essere sottoposto a detenzione o condanna è invece un componente del nucleo familiare del richiedente, il sostegno economico è ridotto secondo parametri prefissati dalla norma.

Nel corso delle indagini, gli uomini delle fiamme gialle hanno accertato che: 3 persone avevano omesso di comunicare la carcerazione; altre 3 erano state condannate in via definitiva nei 10 anni precedenti la richiesta; 13 familiari di detenuti avevano percepito il contributo in misura completa omettendo di indicare la condizione detentiva del componente del nucleo familiare; 5 familiari di detenuti non avevano comunicato la sussistenza di condanne definitive di un componente del nucleo familiare nei 10 anni precedenti la presentazione dell’istanza.

Tra i detenuti, di cui 11 appartenenti a noti clan della provincia aretusea, risultano soggetti sottoposti a misura restrittiva per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, tentato omicidio e rapina. Tutti i percettori sono stati denunciati alla procura di Siracusa per aver fornito dichiarazioni false e omesso informazioni dovute in sede di richiesta, e contestualmente, sono stati segnalati all’Inps per la revoca e il recupero di quanto ricevuto. L’intervento degli uomini della Gdf ha impedito un’ulteriore perdita di risorse pubbliche di circa 135 mila euro. 

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