Salute

Covid19, in Sicilia da oggi al 10 settembre “pugno duro” per evitare il peggio

Antonio Fiasconaro - La Sicilia

Covid19, in Sicilia da oggi al 10 settembre “pugno duro” per evitare il peggio

Ven, 14/08/2020 - 09:21

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Covid19, in Sicilia da oggi al 10 settembre “pugno duro” per evitare il peggio

In aumento i casi di positivi e cresce la preoccupazione Ecco le “istruzioni per l’uso” a cui i siciliani e i turisti devono attenersi scrupolosamente

Crescono i nuovi casi di positivi in Sicilia e di conseguenza cresce anche la preoccupazione di nuove importanti e, soprattutto, decisioni, anche drastiche per evitare il peggio e, in particolare, come tutti temono, un ritorno ad un nuovo lockdown che l’Isola e i siciliani non possono assolutamente permettersi. Intanto da oggi e fino al prossimo 10 settembre è in vigore la nuova ordinanza, la numero 32, firmata dal presidente della Regione Nello Musumeci. Una misura più stringente soprattutto per I turisti che arrivano da Malta, Spagna, e Grecia e che potrebbe allargarsi anche alla Croazia, così come deciso in ambito nazionale dal ministro della Salute. Chi arriverà nell’Isola da questi paesi dovrà registrarsi all’app SiciliaSiCura e dovrà indossare sempre le mascherine. Ma vediamo, punto per punto, come dovremmo districarci, in una sorta di “istruzioni per l’uso” a partire da questa mattina. Le misure riservate ai siciliani. In particolare, i residenti o domiciliati nell’Isola che sono stati a Malta, in Grecia o in Spagna (anche solo di transito) dovranno registrarsi sul sito internet www.siciliacoronavirus.it, darne comunicazione al proprio medico di famiglia o al pediatra di libera scelta, al dipartimento di Prevenzione Asp competente per territorio ed al Comune di residenza o domicilio. I cittadini in questione saranno presi in carico dalle Usca per la sorveglianza sanitaria e dovranno rimanere in isolamento fiduciario per 14 giorni. Al termine della quarantena, saranno sottoposti a tampone.

Tale misura è frutto di un’attenta analisi dell’attuale dato epidemiologico che è caratterizzato dai rientri di soggetti siciliani positivi principalmente da Malta. Turisti e non residenti o domiciliati in Sicilia. La nuova ordinanza prevede una azione di sorveglianza e monitoraggio sanitario anche per le persone non residenti o non domiciliate nell’Isola che, provenendo o transitando da Grecia, Malta e Spagna facciano ingresso in Sicilia a partire dal prossimo 14 agosto. Per loro scatterà l’obbligo di registrazione sul sito internet siciliasicura.com, e di utilizzo dell’app “SiciliaSiCura” “con finalità di contatto con il Servizio sanitario regionale (Ssr) ed eventuale monitoraggio/assistenza del proprio stato di salute”. Saranno le Uscat (Unità sanitarie di continuità assistenziale turistica) a prendere in carico tutti i soggetti registrati. Chi è esentato. Sono esentati dagli obblighi previsti gli equipaggi e il personale viaggiante dei mezzi di trasporto, gli operatori sanitari nonché coloro che si recano e rientrano dai territori di Grecia, Malta e Spagna esclusivamente per documentati motivi di lavoro o di salute.

Queste persone dovranno comunque compilare un modulo e trasmetterlo al Dipartimento di Protezione Civile della Presidenza della Regione Siciliana. Uso delle mascherine. Obbligo dell’uso della mascherina anche all’aperto e isolamento fiduciario e tampone per tutti i siciliani che dal prossimo 14 agosto faranno rientro da Malta, Grecia e Spagna. Inoltre, per scongiurare ogni possibile contagio, nell’ordinanza si ribadisce l’obbligo dell’uso della mascherina «in luoghi pubblici e privati, anche all’aperto, quando non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale». Ed intanto sul fronte sanitario c’è da evidenziare la denuncia della Federazione italiana sindacale medici Uniti-Fismu: «Assistiamo da mesi a diverse iniziative di Governo e Regioni per contenere la diffusione del Covid19, anche con esiti positivi, ma anche a un continuo dibattito sulla necessità di potenziare la medicina sul territorio per le politiche di prevenzione che però non trova uno sbocco fattivo. Mancano da molto anni i cosiddetti “medici dei servizi” (esistono spesso solo sulla carta), cioè quei professionisti che si dovrebbero occupare della prevenzione scolastica, delle vaccinazioni, dell’epidemiologia, anche di coordinare i cosiddetti test sierologici, e si scarica invece ancora tutto su ospedali, sul 118 e sul pronto soccorso, le neonate (e spesso improvvisate) Usca e sugli ambulatori dei medici di famiglia»