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“A Notti di li Vari”, originale ed artistico modo di raccontare i capolavori dei Biancardi

Redazione

“A Notti di li Vari”, originale ed artistico modo di raccontare i capolavori dei Biancardi

Gio, 09/04/2020 - 03:41

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“A Notti di li Vari”, originale ed artistico modo di raccontare  i capolavori dei Biancardi

” A Notti di li Vari ” rappresenta il racconto della passione di Gesù Cristo in modo diverso dal solito racconto. Nessuna immagine di processione o di rappresentazione sacra ma semplicemente un monologo. Un testo scritto in dialetto, prettamente nisseno, che percorre le fasi di quel giorno, raccontato figuralmente durante il giovedì Santo dalle meravigliose Vare del Biangardi a Caltanissetta. A fare da cornice il buio delle tenebre di quella notte in cui Gesù seduto tra i discepoli fu tradito. Questo progetto è stato volutamente realizzato da Umberto Ruvolo come membro dell’associazione Riti e Passione e dalla collaborazione di tutti i soci ma ancora più importante dalla sinergia di professionisti esterni che hanno fornito il loro fondamentale contributo ai fini della buona riuscita. Parlo di Francesco Miceli che ha scritto e concesso il testo in dialetto nisseno, del Mestro Giorgio Villa che ha magistralmente interpretato, con la sua arte, il monologo emozionando con il suo timbro e la sua espressività ma ancora più importante coloi che ha realizzato il brano musicale ad hoc, Francesco Petronelli. Il compositore musicale non è nisseni e nemmeno siciliano ma non appena ha visto le immagini e sentito il testo ha subito preso l’iniziativa di realizzare il brano, con piacere e passione.

In sintesi cosa vogliamo trasmettere in questo video? Curiosità. L’ascolto della parole e l’espressività ha portato in passato la curiosità della gente per la scoperta di una Settimana Santa così antica a bella che non deve più rimanere patrimonio della cittadinanza nissena bensì patrimonio mondiale.
“A voi tutti auguro una buona Pasqua anche in questo periodo molto particolare – commenta Umberto Ruvolo – ma vi auguro ancora di più di viverla intensamente – conclude – ed apprezzare quello che per un bel po di giorni ci sta mancando, vivere la nostra città!

Umberto Ruvolo