Giovedì 6 febbraio è andata in onda la terza serata sanremese e, ancora una volta, è record per Amadeus, con uno share del 54,6 %, miglior risultato dal 1997 con Mike Bongiorno. Il picco di ascolti in valori assoluti arriva mentre è sul palcoscenico Georgina Rodriguez, la bella di Cristiano Ronaldo, seduto in prima fila ed inquadrato diverse volte. Pesa l’assenza di Fiorello, in parte compensata dai 40 minuti in cui Roberto Benigni ha interpretato “Il Cantico dei Cantici”, piacevole per alcuni, troppo lungo e noioso per altri. Non gli sarà capitata la bellezza della Leotta, né ha sposato un bomber del calcio, ma ha portato in scena parte dell’italianità che Sanremo può vantare di proporre ogni anno. Tuttavia, dal picco di ascolti della Rodriguez e dai commenti relativi alla messa in scena di Benigni, si evince quale italianità interessa al nostro popolo: trash-endentale.
Degno di nota è l’ingresso sul palcoscenico di Fiorella Mannoia, Giorgia, Laura Pausini, Alessandra Amoroso, Emma, Gianna Nannini ed Elisa, che lanciano il progetto dal titolo “Una nessuna centomila“, contro la violenza sulle donne, previsto per il 19 settembre a Campovolo. È l’eco del monologo della Jebreal, che è riuscita a scaldare i cuori italiani, distraendoli per un attimo dal contesto ludico del Festival. Eccola l’italianità che ci piace, quella ricca di umanità, attenta ad argomenti che non vanno tralasciati.
Amadeus mostra ancora una volta di reggere alla gestione autonoma del palco, incastrandosi bene di volta in volta con gli ospiti ed accelerando il ritmo della serata, che ha dato spazio a cover e duetti. Il risultato, dato il numero degli ascolti, è strabiliante. Non c’è che dire, Sanremo riesce a compiacere ed intrattenere un po’ tutti, con i suoi artisti d’ogni età e genere, con i suoi tanti ospiti, ognuno dei quali ha qualcosa da dire, da gridare, da suggerire. E gli italiani si lasciano ammaliare dall’uno o dall’altro, circoscrivendo poche ore, pochi giorni di alienazione, distrazione, passione, rispetto al resto dell’anno, in cui il nostro essere italiani quotidiano, troppo spesso ci stanca o ci delude.
Dopo una terza puntata “di raccordo”, tuttavia quasi onnipresente nelle case italiane, stasera il ritorno di Fiorello ed il decreto del vincitore della categoria nuove proposte. Vedremo cosa succederà nel fine settimana, quanti resteranno incollati davanti lo schermo del televisore e quanti si riuniranno nei bar per commentare il prosieguo, i colpi di scena ed i risultati del Festival, permettendoci un’altra indagine sociologica.

