Caltanissetta, Karate: Maria Russica conquista il Settimo DAN

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Chi è un amante della disciplina del Karate e la pratica con passione e determinazione non smette mai di crescere nella qualità e nella professionalità. Dopo avere ottenuto l’ambita “cintura nera”, infatti, l’allievo inizia un percorso formativo nel quale, oltre alle competenze tecniche, vengono richieste altre qualità.

Una costatazione che può confermare la nissena Maria Russica, 14 titoli mondiali, arbitro internazionale, istruttrice nazionale e, da poco, insignita del VII Dan.

Un riconoscimento inaspettato e, proprio per questo, ancora più gradito. Nonostante il Karate sia uno sport “per tutti” sono ancora poche le donne a praticarlo e, di conseguenza, a raggiungere i gradi più alti. Un soffitto di cristallo che Maria Russica è riuscita a superare diventando la prima donna della federazione WUKA (World United Karate Association) a ottenere questo traguardo.

“Ho iniziato questo sport 31 anni fa incuriosita da mio fratello che già lo stava praticando. Per proseguire il mio percorso ho sconfitto le reticenze familiari che miravano a farmi seguire altre discipline che, allora, venivano considerate in modo discriminatorio più indicate per le bambine” ha raccontato l’istruttrice.

Oggi Maria, insieme al maestro Michele Nicosia (VIII DAN e responsabile della federazione WUKA nazionale) si impegna per far comprendere come il karate sia uno sport che insegna a bambini, adolescenti e adulti, la disciplina e il rispetto delle regole sia durante una competizione sia all’esterno.

Maria ha ammesso di amare quello che non può essere considerato semplicemente “un lavoro” ma una sfida per educare le future generazioni. “Allenare il vivaio nazionale e vedere estrapolati da quel gruppo i migliori allievi che poi gareggeranno ai più alti livelli è una grande soddisfazione – ha proseguito -. Noi organizziamo incontri tra allievi di diverse regioni italiane diventando così gli apripista per selezionare una rosa di convocati”.

L’insegnante non ha mai pensato di poter raggiungere un livello DAN così elevato soprattutto perché si definisce una persona “silenziosa e priva di quella affannosa voglia di primeggiare”. Sarà stata però proprio la sua umiltà ad accendere i riflettori sulla sua figura. Per lei esiste soltanto la disciplina e la costanza. “Quando accetto di presentarmi a una competizione internazionale inizio con largo anticipo a prepararmi fisicamente e psicologicamente – ha raccontato -. Sono consapevole del fatto che non sto andando a fare una gita ma a rappresentare me stessa, la mia federazione e la mia nazione. Alle spalle di una gara c’è veramente molto lavoro”. Una stabilità che l’ha sempre premiata e che non l’ha mai fatta tornare a casa a mani vuote.  L’ultimo campionato al quale ha partecipato si è tenuto in Scozia nel 2018 e da lì è tornata con al collo ben ancorate le medaglie del secondo e terzo posto.

Questi successi e questi traguardi non fermano l’indole energica e determinata di Maria Russica che prevede di partecipare alle competizioni di karate ancora per molto tempo. “Il Karateka non ha età e può praticare finché possiede le forze e le energie”.

Come tutti gli sport anche il karate è una disciplina motoria sana che attiva i recettori e spinge a muoversi meglio ma il vero valore aggiunto di questa arte marziale è che il corpo lavora in simbiosi con la mente. “Ogni tecnica deve essere applicata con istinto e concentrazione – ha concluso la maestra Russica -. L’allievo acquisisce equilibrio ed è per questo che è uno sport consigliato sia per bambini timidi sia per quelli vivaci. A differenza di altre discipline nelle quali “volano” insulti dall’area di gioco e dalle tribune degli spettatori, nel karate l’avversario viene preso in considerazione come un concorrente alla pari da trattare con riguardo. Questo è uno dei compiti che noi educatori abbiamo scelto di assumerci”.

Guarda la maestra Maria Russica durante le competizioni

 

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