PALERMO – Avrebbero fruttato oltre un milione di euro le 6,5 tonnellate di sigarette di contrabbando, provenienti dal Nord Africa e destinate ai mercati illeciti della SiciliaOccidentale, sequestrate dalla Guardia di Finanza che ha arrestato 9 persone – un italiano, due libici e sei egiziani – e sequestrato anche due motopescherecci, uno tunisino ed uno italiano. Secondo quanto reso noto stamane, nella tarda serata del 24 agosto un aereo del Gruppo di Esplorazione Marittima della Guardia di Finanza di Pratica di Mare (RM), in servizio di ricognizione nel canale di Sicilia, ha rilevato e documentato un trasbordo di numerosi colli sospetti tra un peschereccio d’altura ed uno piu’ piccolo, poco fuori le acque territoriali antistanti alla localita’ di Tre Fontane (TP). Ricevuta la notizia, il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Palermo ha mobilitato due Guardacoste, da Trapani e da Licata, un elicottero della Sezione Aerea di Palermo ed ha allertato le pattuglie sul territorio del comando provinciale della Guardia di Finanza di Trapani nonche’ gli investigatori del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo.
Quando, terminato il trasbordo, il natante minore, ininterrottamente monitorato dall’alto, ha fatto ingresso nelle acque territoriali dirigendo verso la costa siciliana, ritenuta la sussistenza dei presupposti per eseguire un controllo in acque internazionali, il Guardacoste G.219 Bianco della Sezione Operativa Navale di Trapani ha fermato il peschereccio “madre”, riscontrando a bordo la presenza di un ingente carico di sigarette (pari a 3,1 tonnellate), in gran parte cheap white, di marca Royal, Oris, Futura, Time, American Legend, Pine Blu. In ragione dello stato di flagranza del reato di contrabbando extra-ispettivo, le Fiamme Gialle hanno fermato anche il natante minore, costantemente osservato dai mezzi aerei, a bordo del quale c’erano oltre 3 tonnellate di sigarette, sulla cui provenienza dal trasbordo precedentemente documentato, a giudizio degli inquirenti, non sussistono dubbi. Gli arrestati sono stati tradotti nella casa circondariale di Trapani, a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Marsala.

