MUSSOMELI – Ma cosa mangiamo quando, magari per risparmiare qualche spicciolo, compriamo per strada cibarie autorizzate e quindi prive di qualsivoglia controllo previsto dalla legge? E in effetti, più di qualche legittimo dubbio viene, a leggere la sfilza di multe appena emesse con ordinanze sindacale verso questo o quell’ambulante. Multe che fanno seguito, ed è bene ribadirlo, ai controlli messi in atto da Carabinieri e Guardia di Finanza. Ecco alcuni esempi. Lo scorso 18 luglio le Fiamme Gialle hanno pizzicato un 38enne venditore ambulante di Serradifalco che in pubblica via, “esercitava la vendita di prodotti del settore alimentare senza le prescritte autorizzazioni”. Il sindaco, con propria ordinanza, gli impone adesso di pagare 516 euro di multa. Sempre a luglio, ma in altra giornata, la GdF pizzica un venditore 77enne di Campofranco, che vendeva i propri prodotti senza le prescritte autorizzazioni, adoperando una moto Ape. Anche nei suoi confronti è stata emessa ordinanza sindacale per il pagamento di 516 euro. E’ stato invece sanzionato con ben 1.549 euro un 42enne di Grotte, pizzicato a Piazzale Mongibello, in occasione del mercato settimanale, nell’aprile del 2016 dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute N.A.S. di Ragusa che gli contestarono di “Aver omesso di applicare, nei pressi della carne esposta in vendita all’interno del banco-frigo espositore (vari tagli anatomici di carne suina-bovina-avicunicola), installato nel negozio mobile marca Iveco, i prescritti cartellini con le indicazioni idonee ad identificare la specie animale”. E ancora, il giorno di San Valentino del febbraio del 2017, la Guardia di Finanza Tenenza di Mussomeli Nucleo Mobile, contestò a un 24enne di Paternò, di avere esercitato la vendita di prodotti del settore alimentare senza le prescritte autorizzazione. Anche per lui multa di 516 euro e ordinanza sindacale di pagamento. Gli interessati, devono pagare entro il termine di 30 giorni dalla notifica dell’ordinanza e darne comunicazione al Comune per sospendere il procedimento amministrativo. Contro l’ordinanza è ammesso comunque il ricorso al Giudice di Pace, con l’avvertenza però che “Il ricorso non è sospensivo del provvedimento di riscossione”.

