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Camere: prove di governo, gioco di sponda tra M5s e Lega

Redazione

Camere: prove di governo, gioco di sponda tra M5s e Lega

Dom, 25/03/2018 - 11:36

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ROMA – E’ andato tutto come previsto. L’accordo tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini, alla fine, ha tenuto grazie ad un gioco di sponda tra M5s e Lega che ha lasciato ‘sul campo’, come da copione, il candidato ufficiale 5 stelle per Montecitorio Riccardo Fraccaro scelto gia’ sapendo che sarebbe stato ‘sacrificato’. Un gioco di sponda, viene spiegato da M5s, che si e’ giocato tutto nelle ultime 48 ore, convulse e piene di colpi di scena e che inevitabilmente rimanda alla partita successiva sul governo. “Ci sono stati momenti di tensione e il rischio di restare all’angolo” ammettono esponenti autorevoli M5s, “abbiamo tenuto il punto nel rifiutare un incontro con Berlusconi o anche una telefonata, per non legittimarlo” e soprattutto nel non voler votare il candidato di FI, Paolo Romani.
Ma grazie alla buona sintonia che si e’ creata, spiegano in ambienti 5 stelle, tra Di Maio e Salvini e tra i rispettivi gruppi – compatti nel seguire le indicazioni dei rispettivi leader – il primo risultato e’ stato portato a casa. La scelta di annunciare la candidatura di Fraccaro a mezzanotte era stata fatta sapendo gia’ che per trovare una sintesi ed un appoggio sul candidato 5 stelle da parte di tutto il centrodestra, serviva fare un nome. E poi cancellarlo. Come avvenuto puntualmente questa mattina. Tutti concordi, viene ribadito in M5s, nella squadra dei fedelissimi che affianca Di Maio, a seguire questa strada. E in questi giorni l’immagine di tutti loro, sempre insieme – in testa Di Maio, Fraccaro, Bonafede, Fico e, seppur piu’ in ombra, anche Di Battista – restituiva plasticamente l’unita’ del gruppo che decide in concordia.

Ma ora si apre la prossima decisiva partita, quella per il governo. E anche se i pentastellati insistono ufficialmente nel dire che non vi e’ alcun legame tra le presidenze delle Camere e il governo (come del resto si e’ affrettato a specificare anche il centrodestra), secondo quanto si apprende in ambienti parlamentari, invece, l’obiettivo e’ palazzo Chigi e Di Maio e Salvini sono determinati ad arrivarci. Da parte M5s viene ribadito piu’ volte che la conditio sine qua non e’ che il premier sia Luigi Di Maio. Ma sembra, cosi’ viene riferito, che dall’altra parte non ci siano ostacoli insormontabili e che il leader della Lega Salvini sarebbe disponibile per il ruolo di vicepremier oltre ad aspirare ad un ministero ‘pesante’ come quello dell’Interno.
La partita a scacchi e’ comunque complessa, viene sottolineato, e i 5 stelle intanto si godono la prima vittoria. I vertici sono visibilmente soddisfatti per “il gioco di squadra” e per come e’ stata gestita la strategia politica fin qui. Sono stati giorni di riunioni, raccontano i pentastellati, con ore ed ore seduti intorno ad un tavolo; giorni di continui contatti telefonici tra Di Maio e Salvini; giorni anche di timori e di qualche sospetto. Ma ora i fedelissimi di Di Maio sottolineano tutti la capacita’ tattica del giovane capo politico M5s che, cosi’ raccontano, ha sempre dato l’input giusto ma ascoltando la cerchia dei suoi uomini piu’ fidati, Bonafede e Fraccaro in primis.

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