MUSSOMELI – (Fonte: LA SICILIA: R.M) Perfino la jeep dei vigili del fuoco è rimasta bloccata (l’altro) ieri mattina nel tentativo di soccorrere e quindi accompagnare in ospedale un bambino affetto da lussazione alla spalla, residente nelle palazzine a ridosso di via Florio (zona sotto il campo sportivo). E gli stessi vigili hanno dovuto chiedere il supporto logistico dei colleghi che si sono portati sul posto con un altro mezzo ben più grande e con le catene montate, per liberare la jeep ed accompagnare in ospedale la bambina. E le foto a supporto parlano da sole, con le neve che ha superato il metro di altezza in quella zona rendendo impossibile il transito perfino alle jeep. Il bimbo poi è stato preso in cura dai sanitari. Così come una signora è stata accompagnata in ospedale a bordo di un trattore. Una signora gravida in procinto di partorire ha chiesto lumi al 118 in caso di doglie, con la speranza che il nascituro aspetti qualche giorno per venire alla luce. Un’infermiera ieri mattina smontante dal turno di notte, è caduta mentre a piedi tentava di raggiungere non casa sua, ma i suoceri che abitano sopra l’ospedale, ma è rimasta bloccata dalla neve. “Mia moglie –diceva il marito Salvatore
Genco- stamattina ha chiesto aiuto, ma nessuno l’ha aiutata per arrivare dai miei genitori ed è caduta, tant’è che l’hanno dovuta accompagnare in ospedale. Io non potuto andare al lavoro perché avendo un figlio piccolo non avevo nessuno a cui lasciarlo, e mi chiedo se tutto questo è giusto, se è normale che dopo tanti annunci di allerta e previsioni di neve, non si predispongano per tempo i servizi necessari a fare arrivare la gente a casa ed assicurare a chi lavora in ospedale il modo come arrivarci per dare il cambio ai colleghi senza rischiare l’osso del collo”. Altri operatori sanitari mentre a piedi andavano o tornavano dal lavoro sono caduti a causa della neve altissima. E ieri mattina un altro infermiere in servizio lamentava: “Siamo isolati e lavoriamo in condizioni di piena emergenza. Certo hanno liberato l’ingresso, ma qua dovrebbe essere tutto libero, dovevano mettere sale in abbondanza per consentire l’accesso in ogni momento. Ed invece…”. Ed i tanti tra medici e infermieri reperibili hanno vissuto con comprensibile patema queste lunghissime ore innevate, con Mussomeli letteralmente bloccata e isolata, chiedendosi come fare a raggiungere in tempo l’ospedale in caso di chiamata urgente, con la neve che in alcune zone ha superato perfino il metro di altezza. Durissimo l’attacco del segretario provinciale della Cgil Lillo Polito: “Venerdì sera,
smontando dal lavoro, sono arrivato a casa non so neppure come perché le catene si sono rotte visto che la neve arriva al cofano della macchina. E alla luce di queste situazione davvero al limite continuo a chiedermi come è possibile che qua chiudano il Punto nascita, non si attivi neppure il percorso nascita tanto sbandierato e finanche la Pediatra ormai non esiste più. Un ospedale come questo, dovrebbe essere in grado di essere autonomo stante il suo isolamento, con l’auspicio che non succeda nulla di irreparabile. Ecco perché dico che dobbiamo scendere in piazza e gridare forte il nostro sdegno contro questa politica scellerata”. Ed Osvaldo Barba, segretario provinciale del Nursind dice: “La neve oltre alla gioia per i bimbi, provoca difficoltà esasperanti se si vive in un territorio altamente disagiato, vedasi il caso del nostro ospedale: quasi impossibile accedervi stamane se non attrezzati con mezzi in grado di percorrere strade sotterrate da oltre 80 cm di neve. Penso alla rimodulazione ospedaliera e a chi definisce non indispensabile un ospedale di zona disagiata come il “Maria Immacolata-Longo” non tenendo conto, oltre alla logistica anche del meteo. Per assicurare il servizio in Sala operatoria è stato indispensabile avvisare i vigili del fuoco e farsi accompagnare. Vigili del Fuoco che assicurano anche il trasporto dei pazienti dializzati in ospedale e di Primo Soccorso per le continue cadute che chiaramente si verificano. E faccio queste riflessioni a voce alte per sensibilizzare chi di competenza a porre attenzione maggiore quando si tratta di salute. Rimodulare significa soprattutto offrire qualità assistenziale in loco e non altrove poiché raggiungere altri ospedali oggi è letteralmente impossibile”.
Neve e soccorsi con vigili del fuoco bloccati e sindacati denunciano
Lun, 09/01/2017 - 15:20
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