CALTANISSETTA – Si è svolta stamani la conferenza stampa di Michele Giarratana che è tornato a parlare della presunta violazione del codice etico da parte del sindaco Giovanni Ruvolo. Giarratana, che si è presentato con una corposa carpetta con dei documenti amministrativi, che sancirebbero la partecipazione del primo cittadino ad alcuni atti in merito ai servizi sanitari in materia di Alzheimer propedeutici alla gara di appalto poi vinta da Fabio Ruvolo, fratello di Giovanni. I documenti smentirebbero le dichiarazioni del primo cittadino rese alla conferenza indetta per schivare l’attacco del centro destra.
Giarratana, solitario al tavolo della conferenza, ha premesso e chiarito. “Ieri sera ho avvisato Forza Italia e Fratelli d’Italia di questa mia iniziativa che loro supportano ed appoggiano. Poichè sono stato accusato di essere il regista ‘occulto’ di una strategia, ho deciso di presentarmi in prima persona, per evitare dicerie e strumentalizzazioni, di metterci la faccia e di dichiarare senza timore di smentita che Ruvolo ha violato il codice etico, sviato la stampa nella sua conferenza e compiuto atti (che vi consegno) che smentiscono le sue affermazioni: ha mentito”.
Giarratana sottolinea più volte nel corso del suo intervento: “Non parliamo di incompatibilità o di presunti interessi economici che non sussistono e neppure di violazioni di leggi. E’ chiaro che Ruvolo ha rispettato gli obblighi di legge: ci mancherebbe. Se avesse violato la legge altre e più gravi sarebbero state le conseguenze. Qui argomentiamo di una violazione, a mio giudizio ancora più grave: una mancanza etica. Nessuno gli ha imposto di sottoscrivere il codice ma facendolo si è assunto degli obblighi morali che non ha mantenuto”.
In merito ai documenti, allegati al comunicato stampa, consegnati ai giornalisti presenti, spiccano tre fascicoli come evidenzia la nota di Giarratana. “Ha firmato un impegno morale dinanzi a tutti i cittadini; con esso dichiarava, fra le altre cose che ‘nell’espletamento della sua attività non sussistevano interessi di propri parenti entro il quarto grado’. Tale impegno è risultato falso: alla data della firma del codice etico il fratello svolgeva un servizio nell’ambito del sociale nella qualità di amministratore unico della cooperativa incaricata.
Ma non basta, tale servizio è stato pure prorogato con incarico diretto, sotto la sua sindacatura, con determina dirigenziale n. 161 del 25/08/2014, utilizzando addirittura fondi comunali. A nulla può servire il fatto ribadito che si sia astenuto nelle altre determinazioni che riguardavano sempre il fratello e suoi interessi lavorativi. E ci mancherebbe altro! Durante qualsiasi prassi amministrativa ordinaria l’Amministratore deve assentarsi nelle determinazioni che possono interessare i parenti e lasciare che siano altri amministratori ad occuparsene. Ma anche questo non è del tutto vero!!! Poiché con determina sindacale n. 20 dell’11 maggio 2015 ha firmato il piano di zona in cui è chiaramente indicato, fra gli altri progetti, quello del Centro diurno per malati di Alzheimer. E poi il fratello, con la sua cooperativa, ha partecipato alla gara. Non poteva e non doveva farlo! L’ha pure vinta!”.
Giarratana infine pone l’accento su un passaggio: “Il sindaco nel novembre 2016 ha approvato, insieme alla giunta, il bilancio di previsione 2016 che prevedeva le somme relative al servizio Alzheimer quando la gara era già in corso”.

