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Strage Isis a Dacca, 9 italiani uccisi

Redazione

Strage Isis a Dacca, 9 italiani uccisi

Sab, 02/07/2016 - 16:02

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Sono nove i connazionali rimasti uccisi nell’attacco di ieri sera a Dacca, in Bangladesh. Lo ha precisato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni parlando alle tv davanti alla Farnesina e sottolineando che “le famiglie sono state avvertite”.

Tra le vittime vi sono due imprenditori residenti in Friuli: Cristian Rossi di 47 anni, residente a Feletto Umberto, sposato e padre di due gemelline di appena 3 anni, e Marco Tondat di Cordovado (Pordenone) che lavorava nel settore tessile.

La strage si è consumata ieri notte nel bar-ristorante nel cuore della capitale del Bangladesh finito nel mirino di un commando di terroristi. Si è invece riuscito a salvare il connazionale Gianni Boschetti, che sedeva al tavolo assieme ad altri 10 italiani ma è riuscito a fuggire dal giardino. Mancherebbe ancora all’appello un italiano ma, per ora, non risulta fra le vittime. “Per ora non risulta tra i cadaveri – ha detto Gentiloni – ci stiamo lavorando e stiamo in contatto con i suoi familiari”.
A mettere fine all’incubo è stato un blitz delle forze di sicurezza bengalesi, che hanno messo in salvo 13 ostaggi e ucciso sei miliziani. “Abbiamo ucciso sei terroristi”, ha affermato Tuhin Mohhammad Masud, comandante delle unità di elite di intervento rapido, mentre uno sarebbe stato catturato. Masud ha dichiarato che alcuni membri del commando potrebbero essere riusciti a fuggire: “Abbiamo il controllo dell’area principale in cui erano presenti, ma alcuni potrebbero essere scappati altrove”, ha aggiunto. Secondo l’alto ufficiale dell’esercito Shahab Uddin “la gran parte delle vittime sono italiani e giapponesi. Il governo dello Sri Lanka ha riferito che due connazionali sono tra gli ostaggi salvati.
Intanto arrivano i primi raccapriccianti particolari della strage: il generale Nayeem Ashfaq Chowdury, capo delle operazioni militari, ha spiegato che si è trattato di una esecuzione avvenuta a colpi di armi affilate, probabilmente di machete.
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E iniziano a circolare i primi racconti dei testimoni. Alcuni ostaggi, riferisce il Bangladesh Daily Star, sono stati risparmiati perché conoscevano versi del Corano, mentre altri sono stati torturati. Il testimone che ha riferito questo particolare è Rezaul Karim, padre di uno degli ostaggi, Hasnat Karim che insieme agli altri è rimasto oltre dieci ore nel ristorante. “Gli assalitori non si sono comportati male con i connazionali del Bangladesh – ha riferito Rezaul Karim – controllavano la religione, chiedevano a ognuno di recitare versi del Corano. Quelli che sapevano recitarli venivano risparmiati, gli altri torturati”.
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L’operazione delle forze di sicurezza è scattata intorno alle quattro del mattino (ora italiana), circa diecore dopo la presa di ostaggi, e si è conclusa verso le 6.30. Il blitz è stato accompagnato da esplosioni e sparatorie.

A poca distanza dal luogo della strage, sempre nel quartiere diplomatico di Dacca, fu freddato a colpi d’arma da fuoco mentre faceva jogging il cooperante Cesare Tavella. (AGI)

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