NON E’ SUPERFLUO MA EFFICACE ! Terminiamo, con l’ultima, “pregare Dio per i vivi e per i morti” il breve commento che abbiamo fatto di quasi tutte le opere di misericordia, corporale e spirituale. Risalta, in modo evidente che sono destinatari, non solo i defunti ma anche i vivi, e questo significa che siamo anche noi che possiamo giovare agli altri, viventi, con la preghiera e ricavare anche noi il beneficio della preghiera fatta da parte di quelli che ci useranno questa carità. Mi sembra opportuno rilevare che l’esercizio di questa opera di misericordia spirituale, implica oltre al gesto della preghiera, anche una eccellente professione della nostra fede nella risurrezione. Lo afferma la Bibbia nel libro dei Maccabei, dove si narra che Giuda Maccabeo ha radunato il popolo e tutti si misero a pregare supplicando che il peccato dei caduti in battaglia, fosse pienamente perdonato. E afferma, in maniera esplicita: “ se non avesse avuto ferma fiducia che i caduti sarebbero risuscitati, sarebbe stato superfluo e vano pregare per i morti.” E’ tanto consolante, anche per noi, sapere questo, ed esserne convinti, e ci stimola a pregare per i defunti. Un noto teologo ha scritto : “ possiamo osare sperare che tutti possano essere salvati.” E ci conforta ancora la verità che esiste un misterioso legame, chiamato “comunione tra la chiesa dei viventi e la chiesa dei defunti” e che possiamo giovare gli uni agli altri. Il fare memoria dei defunti non deve essere solo sentimento, affetto nostalgia, rimpianto, ma deve diventare preghiera e opere per suffragare . La preghiera, i sacrifici, e le opere buone dei viventi sono efficaci per la totale purificazione dei defunti che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio. Anche se facendone un piccolo transfert , quanto risuona deliziosa la raccomandazione del poeta , che pur riguarda situazioni … simili : “ oh! non scordarti, non scordarti mai che vi son dei morenti all’ospedale”, ed ovvio, dover dire, mestamente, che è già un avvio al nuovo stato di vita di defunti da raccomandare al Signore. Ecco allora la esortazione :” non scordarti mai “ .. Pregare e ricordare non solo i propri cari, ma tutti coloro che sono “ bisognosi di misericordia”, che si sono spesi nel servizio della comunità, per i poveri, per gli anziani, per gli ammalati , che ora vivono l’attesa dell’ingresso nella gloria. E comprendiamo bene quanti tra i viventi abbisognano di grazia per non vivere lontani dalla via della salvezza, che vivono nella indigenza, nelle angustie della malattia, della solitudine, sotto la ignobile violenza familiare, nell’atrofia di ogni sentimento di gioia, nella oscurità di qualsiasi speranza spenta. E se abbiamo la fortuna di vivere avvolti nella dimensione di stabile serenità e di gioiosa speranza, dobbiamo domandarci:” che cosa posso fare perché altri vengano salvati e sorga anche per altri la stella della speranza “? ( Benedetto XVI ) E’ l’impegno dell’opera di misericordia : “ pregare Dio per i vivi e per i morti “
“Non è superfluo ma efficace” (di don Salvatore Callari)
Gio, 14/04/2016 - 00:01
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