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S.C.A.T., da lunedì autobus fermi: mancano i soldi per le assicurazioni dei mezzi

Redazione

S.C.A.T., da lunedì autobus fermi: mancano i soldi per le assicurazioni dei mezzi

Gio, 24/10/2013 - 17:57

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scatCALTANISSETTA – Da lunedì 28 ottobre,  se il Comune continuerà a non pagare  i corrispettivi contrattuali, nostro malgrado,  il servizio di TPL a Caltanissetta si fermerà, a causa dell’impossibilità  per la Cooperativa di far fronte al pagamento delle polizze di assicurazione per gli autobus utilizzati per il servizio pubblico, per le quali non ha a disposizione le relative somme, nonostante tanti notevoli importi a credito nei confronti del Comune.

Con  nota pervenuta il 21 ottobre  il Comune  attesta che “le somme non sono dovute” così creando una situazione molto confusa e complessa che si aggiunge alla questione  relativa al taglio del 20% per la quale il Comune, senza coinvolgere i cittadini e le parti sociali, sta chiedendo oggi  alla Cooperativa,  a distanza di due anni dalla comunicazione da parte della Regione del taglio dei trasferimenti destinati al TPL,  di tagliare i servizi previsti nel programma di esercizio.

Tale taglio indubbiamente comporterà per la nostra città  l’eliminazione del servizio di trasporto pubblico e  per la SCAT la fine di un’attività che dura da 60 anni con conseguente perdita del posto di lavoro per i 28 lavoratori  in un momento di grave crisi economica ed occupazionale come quella che il nostro Paese sta vivendo.

La nostra associazione di categoria  ha già provveduto su incarico delle aziende associate a contestare la legittimità del taglio, ottenendo ottimi risultati, in particolare,  come già pubblicato dalla stampa,  la Regione ha subito nel maggio scorso  un pignoramento dalle autolinee di 25 mln di euro.

Il nostro Sindaco a gennaio 2012 era stato informato dalla Cooperativa ma evidentemente ha preferito occuparsi di altre faccende “altrettanto urgenti”.

La  SCAT in questi ultimi anni ha investito capitali propri al fine di migliorare i servizi, ha acquistato mezzi nuovi, ha sistemato le fermate e  con grossi sacrifici dei lavoratori che, come ormai è noto da tempo non percepiscono lo stipendio regolarmente, ha mantenuto  il servizio per i cittadini, un servizio che è nato con la Società e che la SCAT certamente cercherà di difendere con tutte le sue forze anche rivolgendosi, come hanno fatto a livello regionale,  all’autorità giudiziaria.

Il corrispettivo è incomprimibile, è il più basso in Italia; i programmi di esercizio non possono essere ridotti in quanto tale riduzione significherebbe il ridimensionamento di un  servizio di pubblica utilità.

Ci siamo chiesti chi subirebbe questa  riduzione del 20%?  Si tratta di una riduzione del servizio finalizzato a contenere il costo? Si sono chiesti i cittadini quale zona o quale percorso verrebbero sacrificati? E quale dovrebbe essere il criterio per decidere chi sono i cittadini di serie A che continuerebbero ad usufruire del servizio e i cittadini di serie B che ne verrebbero privati? A queste domande non può dare una risposta la SCAT che quotidianamente, da sempre,  tutela gli utenti e ne garantisce l’esigenze di mobilità. A queste domande dovrà rispondere solo l’Amministrazione Comunale che deve fare le sue scelte senza scaricare le sue responsabilità.

In questo frangente, certamente difficile, i soci lavoratori della Cooperativa sentono il dovere di chiedere scusa a tutti i cittadini per i disagi che inevitabilmente discenderanno dalla sospensione del servizio e li ringraziano per il sostegno che in questi anni ci hanno sempre dato soprattutto nei momenti più difficili.

Caltanissetta, 24 ottobre 2013

Il Presidente

 Roberta Leonardi

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