MUSSOMELI – Le lacrime le solcano il viso mentre con gli occhi fissa la foto del cugino, quella del giorno della laurea, in cui indossa la toga e la testa è coperta dal tocco. Tsega Estifanos è ferma lì, davanti all’immagine di Ermias Hailei, che gli operai del Comune cercano di attaccare sulla lapide in cemento sulla quale è vergata la nefasta data del 3 ottobre. Il ragazzo eritreo trovato nel fondo del mare con in tasca la pergamena della laurea in Scienze politiche, morto a 26 anni al largo di Lampedusa, ieri mattina ha ricevuto la visita dei parenti. Da Bari è giunta Tsega, con lei Mattias, un cugino che da cinque anni vive ad Agrigento. Commossi ed emozionati stanno davanti a quel loculo donato dall’Arciconfraternita della Madrice. Accanto a loro gli operai in servizio al cimitero. Altri si avvicinano con rispetto per le condoglianze. “Abbiamo ricevuto la comunicazione che il corpo di Ermias si trovava qui dalla Prefettura di Agrigento” dicono. Loro sono venuti a Mussomeli anche per fornire delle notizie ai parenti rimasti in Eritrea. “In Africa- spiega Mattias, anch’egli arrivato su un barcone dopo avere speso migliaia di dollari-vivono ancora i genitori e sei fratelli. La famiglia vorrebbe il corpo per poterlo piangere. La nostra intenzione è di riportare la salma in Patria”. Ma quanto costerebbe trasportare la bara ad Asmara? “Almeno 2500 euro” risponde Ezio Frangiamore, impresario funebre, interpellato per un primo preventivo. Spesa che la famiglia di Ermias potrebbe non permettersi. Ma che i mussomelesi potrebbero affrontare con una colletta
Mussomeli, parenti di un morto di Lampedusa in visita al cimitero
Ven, 25/10/2013 - 11:15
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