No alla solidarietà a parole, ma chi sta nel “palazzo” ha l’obbligo di dare l’esempio. Mosso da questa convinzione, il presidente del Consiglio Mario D’Amico ha scritto una lettera a tutti i colleghi consiglieri auspicando da parte loro un atto concreto e di sostegno per le vittime del naufragio di Lampedusa sepolte a Mussomeli. Il capo del civico consesso raccoglie l’appello delle confraternite e delle associazioni che hanno donato le tombe in cui riposano le 24 salme, a sostenere, dal punto di vista finanziario, la realizzazione delle lapidi che identifichi la loro posizione nel camposanto, anche se non serviranno ad identificarne le identità. Tranne che per un caso, non si conoscono infatti i nomi degli uomini e delle donne morte nella tragedia nel 3 ottobre e tumulate nel cimitero comunale. Per tutti perciò un epitaffio identico, che verrà impresso sulle lapidi. “Ai fratelli africani annegati a Lampedusa il 3 ottobre che qui riposano. Mussomeli 15 ottobre 2013”. “Cari colleghi- principia perciò D’Amico nella missiva inviata a tutti e 19 colleghi, sia di maggioranza che d’opposizione- come certamente saprete, 24 migranti periti nella tragedia del mare davanti l’isola di Lampedusa sono stati sepolti nel cimitero comunale di Mussomeli. Occorre da parte di tutti un gesto di solidarietà e generosità, per far sì che questi poveri morti abbiano una lapide dignitosa che li ricordi nel tempo”. La lettera si chiude con un accorato appello al contributo: “Facendo seguito all’invito rivoltoci dalle associazioni di volontariato che hanno promosso l’iniziativa, vi invito a partecipare alla raccolta, comunicandomi la vostra adesione e la quota che vorrete mettere a disposizione di questa umanitaria causa”.
Mussomeli, D’Amico scrive ai consiglieri: “Contribuite all’acquisto delle lapidi per i migranti morti”
Mar, 29/10/2013 - 19:34
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