Salute

Acquaviva, cane salvato nonostante la burocrazia

Redazione

Acquaviva, cane salvato nonostante la burocrazia

Ven, 25/10/2013 - 09:14

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Quando la burocrazia ritarda il soccorso di un povero animale ferito. Quando le regole impediscono a chi con passione mette in salvo degli animali, di curare una povera bestiola in difficoltà. E la storia riporta nuovamente alla ribalta la scarsa attenzione mostrata dagli enti nei confronti non già di che quello erroneamente potrebbe essere definito “lotta al randagismo”, ma della necessaria cura verso gli animali senza padroni. La vicenda si è registrata ieri mattina nelle campagne di Acquaviva, nei pressi di un noto supermercato della zona. Una donna è stata richiamata dai guaiti di un beagle ferito ad una zampa da una tagliola, oramai stremato e ricoperto da una selva di mosche. La donna ha chiesto aiuto ai vigili urbani, e pure i carabinieri sono stati informati. Ma l’unico in grado di potere intervenire poteva essere un operatore dei servizi veterinari o un accalappiacani. Purtroppo però Acquaviva non si è ancora dotato di una simile figura, e l’operatore cinofilo più vicino è quello in servizio a Mussomeli, Giuseppe Calà. Quest’ultimo però rimasto con le mani legate. A causa della territorialità non era autorizzato ad intervenire, mentre l’animale stava sempre peggio. Poi, dopo una serie di chiamate tra il sindaco di Acquaviva e il vice di Mussomeli, Calà è stato autorizzato, e nel pomeriggio la bestiola è stata recuperata e messa in salvo. Se Acquaviva si dotasse del servizio di cattura dei randagi fatti di questo genere non accadrebbero.

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