MUSSOMELI– La CGIL in merito alla problematica dei trasferimenti di pazienti dal nosocomio “Longo” presso altre strutture della provincia e non, inviano a questa testata giornalistica una lettera di contestazione nota n°252 del 27/01/2012 con richiesta revoca di provvedimento.
“In riferimento alla nota di cui all’oggetto gli scriventi fanno rilevare quanto segue. Il provvedimento in questione col quale si tenta di risolvere una problematica in realtà ne determina un’altra ancor più dannosa. Infatti, stabilire che l’accompagnamento dei pazienti che debbono effettuare fuori presidio esami strumentali siano accompagnati da un infermiere del reparto ove gli stessi sono ricoverati di fatto ,considerato che in servizio presso la U.O. resterebbe una sola unità infermieristica, sarebbe causa di disservizio e determinerebbe grave pregiudizio alla normale attività assistenziale a favore della restante utenza.Si fa altresì rilevare che, detto provvedimento risulta a parere degli scriventi privo di qualsiasi legittimità poiché il piano delle reperibilità con il quale vengono coperte anche le trasferte in ambulanza per accompagnare detti pazienti fuori presidio è stato oggetto di concertazione tra la RSU e il management aziendale e che ogni variazione a detto piano di reperibilità deve necessariamente essere oggetto di discussione in sede di delegazione trattante e non , così come è stato con atto d’imperio.Per evitare l’ ormai quotidiano impiego di ambulanze e personale per il servizio di cui sopra sarebbe, come dagli scriventi più volte auspicato, ripristinare l’esecuzione di detti esami strumentali (Endoscopie) in loco, tenuto conto delle potenzialità presenti sia in termini di mezzi che di professionisti.In questo senso ci saremmo aspettati da questa Dirigenza Sanitaria un forte e risolutivo impegno al fine di raggiungere questo obiettivo interessando e patrocinando presso il Management aziendale affinché venisse adottato un provvedimento risolutivo.er quanto in premessa si chiede la revoca del provvedimento de quo poiché in contrasto con quanto espressamente stabilito in sede di delegazione trattante e pertanto tacciabile di comportamento antisindacale.Si rappresenta altresì che ove la S.V. dovesse persistere nelle sue decisioni, gli scriventi si riservano di intraprendere tutte quelle legittime forme di lotta, interessando alle stesse i dipendenti che già manifestano apertamente il loro malumore e dissenso sulla questione. Al Direttore Generale che legge per conoscenza, così come peraltro già manifestatole in altre occasioni ribadiamo la necessità di avere un Dirigente Sanitario che si occupi solo ed esclusivamente delle problematiche attinenti la Direziona Sanitaria.”
di Redazione 3
Gio, 07/05/2026 - 08:27

