CATANIA – Raffaele Stancanelli resta sindaco di Catania, rinuciando al seggio a palazzo Madama. La maggioranza di governo perde cosi’ un senatore: al posto di Stancanelli subentrera’ il primo dei non eletti, Nino Strano, fedelissimo del presidente della Camera Gianfranco Fini. Strano passato alla storia per avere festeggiato a Palazzo Madama la caduta del governo Prodi mangiando mortadella. “Oggi riinizio a fare il sindaco di Catania. Ho
il dovere di non far tornare indietro questa citta’, la mia citta’ – ha detto Stancanelli nel suo lungo discorso – sono un uomo di destra, ho ricevuto tante sollecitazioni dai miei amici del Pdl, ma mi vergognerei con la mia citta’ lasciando la poltrona di sindaco, non con i miei elettori. Catania si sentirebbe tradita dalle istituzioni se io andassi via. Non me ne vado, non scappo. Sono abituato ad affrontare le mie responsabilita’.
Per questo resto sindaco di Catania”. Stancanelli ha parlato in consiglio per 58 minuti, l’opposizione cosi’ come aveva annunciato ha deciso di non entrare in aula. Rivolgendosi dunque alla aggioranza ha detto “ritengo doveroso parlare alla citta’ tramite il consiglio comunale, perche’ la sentenza della Consulta del 21 ottobre parla chiaro riguardo la incompatibilita’ al doppio incarico di sindaco e senatore; non posso non prendere atto di questa norma giuridica che va rispettata”. Il sindaco di Catania ha poi lanciato una frecciata a coloro che lo hanno contestato: “In questi giorni sento molti moralisti che negli ultimi tre anni hanno sindacato sul mio doppio incarico, un doppio incarico che al comune di Catania non e’ costato nulla”. Stancanelli ha poi fatto un lungo excursus del suo lavoro a Palazzo degli Elefanti iniziando dai 140 milioni di euro che sono stati stanziati, per un mio “interessamento personale nella duplice vesta di sindaco e senatore del Pdl”.



