Lo stadio Arena di Lampedusa, dove domani mattina il Papa celebrerà la messa in occasione della sua visita sull’Isola di Lampedusa, si trasformerà in un ideale tempio senza mura capace di accogliere simbolicamente l’intera umanità. “La Chiesa agrigentina – informa una nota – si appresta a vivere un momento storico ricco di grazia per la presenza del Pontefice che viene vissuta come un prezioso incontro di fede con il successore di Pietro che conferma il cammino e la vitalità del popolo lampedusane che incarna quotidianamente il Vangelo della fraternità e dell’accoglienza”.
Come avvenne per la visita di Papa Francesco 13 anni fa, il simulacro della Madonna di Porto Salvo – statua venerata dal XV secolo come protettrice dei naviganti – sarà posto accanto all’altare. Vicino ad essa troverà collocazione l’antica scultura secentesca del Crocifisso della Cattedrale, a sottolineare il legame profondo con la Chiesa Madre dell’Arcidiocesi. Se la Madonna di Porto Salvo richiama la protezione materna di Maria su tutti i popoli del Mediterraneo, il viaggio del Crocifisso da Agrigento a Lampedusa trasforma il mare in un luogo di incontro con Dio.
I due poli liturgici sono frutto della ricerca artistica di Igor Scalisi Palminteri, artista palermitano che indaga da tempo il rapporto tra sacralità, memoria collettiva e spazio pubblico. Le opere sono state selezionate a seguito di un concorso rivolto ad artisti contemporanei siciliani. Il progetto concretizza le linee guida dell’Arcidiocesi di Agrigento , intrecciando tre temi cardine? il mare, il sangue, la migrazione? letti attraverso la luce della Redenzione e della profezia biblica. L’artista ha scelto di evitare rappresentazioni narrative o fotografiche dirette del dolore, privilegiando un linguaggio essenziale e simbolico. Superfici astratte e segni fluidi evocano il mare e il viaggio, la fragilità e la speranza. Le linee che percorrono le opere richiamano il moto delle onde, trasformando il Mediterraneo in uno spazio di passaggio, ma anche di memoria e rinascita.

